I guai non sono finiti per la Nazionale brasiliana. Dopo l’eliminazione dai Mondiali di calcio arriva la denuncia delle Ong.
Una vera e propria maledizione felina. Prima sono stati eliminati e ora vengono pure denunciati. Quel lancio del gatto sta costando davvero caro al Brasile.
Dopo l’eliminazione del Brasile dai Mondiali di calcio in Qatar, sui social in molti hanno infatti parlato di “maledizione felina” attribuendola a una sorta di punizione per il modo in cui un gatto era stato trattato durante la conferenza stampa prima della partita con la Croazia. Alcune immagini ripresero chiaramente il responsabile della comunicazione brasiliana mentre afferrava un gatto che si era coricato sul tavolo della sala, e lo lanciava via come si trattasse di un oggetto fastidioso. Senza tenere conto che anche gli animali sono esseri senzienti e, pertanto, provano dolore. Il gesto non era piaciuto nè ai giornalisti presenti, nè soprattutto ai tanti amanti degli animali.
Quel gesto privo di sensibilità costò molto caro ai verdeoro che vennero eliminati a stretto giro dai Mondiali di calcio dalla squadra avversaria. Ma i guai non sono ancora finiti. Aver lanciato quel povero gatto potrebbe costare molto cara al Brasile. Un gruppo di organizzazioni non governative – Ong – in collaborazione con il Forum nazionale per la protezione e la difesa degli animali, ha intentato una causa contro la Confederação Brasileira de Futebol – CBF – per il trattamento riservato al povero gatto. Il Forum nazionale per la protezione e la difesa degli animali ha spiegato in un post sui social: “Promuovere il cambiamento nella società fa parte dei nostri valori. Non possiamo quindi normalizzare situazioni che violano il diritto degli aninali, sia in Brasile o in qualsiasi altro Paese“. Inoltre hanno fatto sapere di aver intentato un’azione civile pubblica in collaborazione con altre ONG chiedendo le scuse pubbliche della CBF, la somministrazione di un corso di diritto animale per i dipendenti della CBF, oltre alla condanna per danno morale collettivo per un importo di 1 milione di real, corrispondenti a circa 180 mila euro. Cifra che – hanno precisato per evitare fraintendimenti- in caso di condanna, non andrà alle Ong ma sarà devoluta a un fondo e sarà utilizzato a beneficio della collettività.
Durante il lockdown del 2020, l'Italia ha riscoperto la potenza della Resistenza e dell'inno partigiano…
Scopri il fascino del grigio-blu, il colore che sussurra invece di gridare. Versatile e moderno,…
Scopri FC 27, un'esperienza di calcio di strada che trasforma la periferia in palcoscenico. Con…
"La Directa", giornale indipendente catalano, rischia sanzioni per aver rivelato l'identità di poliziotti infiltrati, mettendo…
L'articolo racconta la commemorazione annuale della Strage di Bologna del 1980, un momento di memoria…
Scopri come la camicia stile pigiama diventa un capo chiave per l'Estate 2026, offrendo un…