Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha fatto chiudere una scuola elementare in provincia di Imperia a causa della forte presenza della componente straniera tra i bambini.
In un piccolo paese dell’entroterra imperiese è stata chiusa l’unica scuola elementare. Il motivo? Secondo il Ministero dell’Istruzione – capeggiato dal Ministro Patrizio Bianchi – troppi bambini stranieri.
Ci troviamo a Pietrabruna, in provincia di Imperia. Il paese è piccolo, nell’entroterra e le famiglie con bambini sono poche. Fino a qualche giorno fa vi era un’unica scuola elementare: ora non c’è più nemmeno quella. Il Ministero dell’Istruzione ha deciso di farla chiudere. Gli alunni della pluriclasse sarebbero stati 8 quest’anni ma di questi sette stranieri e soltanto uno italiano. A detta del Ministero capeggiato da Patrizio Bianchi non vi erano i presupposti per consentire agli insegnanti di fare lezione, non vi erano i presupposti per fare vera integrazione. Così, è stata chiusa l’unica scuola elementare del paese, Comune sulle alture di Imperia, con 447 abitanti. Tutto a soli pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico. Ora per tutti gli otto piccoli allievi si profila il trasferimento in un’altra sede più vicina, ovvero a San Lorenzo al Mare, in riviera. Un cambiamento non da poco per quelle famiglie che non dispongono di un’automobile o che ne hanno una sola che serve ad uno dei genitori per recarsi al lavoro. Pietrabruna non dispone di un servizio di scuolabus. Il Comune sta cercando di porre rimedio e si sta attivando con la società provinciale Riviera Trasporti per disporre il servizio quotidiano. Ovviamente il tutto on l’aggiunta di costi che ricadranno sulle famiglie.
Il sindaco di Pietrabruna non è d’accordo con questa scelta del Ministro Patrizio Bianchi. Infatti il primo cittadino ha precisato che il paese è considerato area montana e il servizio scolastico dovrebbe essere garantito con appunto il numero minimo di allievi che corrisponde a otto. Gli iscritti per il prossimo anno scolastico sono quattro bimbi marocchini, tre bimbi ucraini e un solo bambino italiano. Ma la situazione non era molto diversa lo scorso anno. Infatti lo scorso anno la scuola era stata aperta con sette bambini: un solo italiano, quattro bambini marocchini e due bambine nate in Italia da genitori sudamericani.
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