Si tratta di una specie di fungo pericoloso per la salute, infatti bastano pochi grammi per provocare all’organismo di un individuo adulto danni molto gravi e anche il decesso. Scopriamo come distinguere quei funghi tossici e mortali.
Quello che è molto importante sapere quando si va a caccia di funghi nel bosco è che bisogna conoscere a fondo il mondo di questi prodotti così affascinanti e che attraggono molti appassionati. Non tutti sanno che bisogna anche essere in possesso del regolare patentino per la raccolta dei funghi. Non si tratta quindi di un qualcosa di semplice da fare semplicemente con una banale passeggiata nel bosco. La raccolta dei funghi è un qualcosa di molto serio.
È sicuramente un mondo molto affascinante quello dei funghi, infatti si contano più di diverse migliaia di specie conosciute in tutto il mondo. Tutti noi siamo soliti mangiare una varietà molto comune come l’ Amanita caesarea o i Boletus, ossia i porcini. Ma ve ne sono altre pericolose come Amanita muscaria, conosciuta anche come ovolo malefico dato che è molto velenosa. Oltre questa specie vi è anche l’Amanita phalloides, detta anche la tignosa verdognola. Questo tipo di fungo crea la sindrome d’intossicazione a lunga latenza in grado di provocare vomito, forti dolori addominali, insufficienza epatica grave e decesso nell’ultima fase.
Fondamentale è sempre imparare a osservare i funghi per capire che si tratta di specie velenose oppure non dannose alla nostra salute. Bisogna imparare a osservare delle caratteristiche fisiche. Circa la tipologia di fungo di cui abbiamo parlato precedentemente, Amanita phalloides, si devono osservare bene le sue caratteristiche: il gambo, di colore biancastro con presenza di bande zebrate sericeo-verdastre, le lamelle, sempre distaccate dal gambo e di colore biancastro, e il cappello, percorso da minutissime fibrille innate radiali.
A questo si aggiunge la presenza di una volta bianca membranacea e sottile e di un anello ampio e cascante. Queste sono tutte caratteristiche che non vanno affatto sottovalutate e che sono dei segnali importanti per il riconoscimento di questo fungo pericoloso. Se non si è certi dei funghi raccolti il consiglio è sempre quello di portarli all’ASL locale, in modo da accertarsi che il prodotto non sia tossico e a volte anche mortale.
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