Dopo mesi in cui i clienti si lamentano per i prezzi troppo alti di bar e ristoranti, arriva lo sfogo del titolare di una pizzeria che, invece, di uno scontrino, ha pubblicato una bolletta.
Da mesi la categoria dei ristoratori è sotto attacco da parte di clienti che lamentano scontrini troppo alti. Questa volta a sfogarsi è, invece, proprio il titolare di una pizzeria che, invece di uno scontrino da incubo, ha deciso di pubblicare una bolletta da incubo.
Lui è Alberto Rovati, titolare della pizzeria Funky Gallo di Roncadello, frazione di Casalmaggiore, in provincia di Cremona. Qui, a differenza che nelle grandi città turistiche come Milano, Roma, Firenze, Venezia, la pizza costa ancora intorno ai 5-6 euro. Ma con i costi dell’energia elettrica e del gas saliti alle stelle, anche lavorare mantenendo certi prezzi sta diventando sempre più difficile. Rovati, nei giorni scorsi, ha pertanto deciso di rendere pubblici i suoi costi di gestione esponendo in vetrina la bolletta dell’energia elettrica di luglio – che ammonta a 4.058 euro e nove centesimi – accanto a un cartello con la provocatoria domanda “Quando le spese diventano insostenibili, mettere una pizza Margherita a 10 euro e passare da ladro o chiudere l’attività?”.
L’imprenditore ha spiegato che la bolletta di luglio è raddoppiata rispetto a quella del mese precedente – che era di 2.603 euro e 94 centesimi – e aumentata addirittura del 300% rispetto a quella del luglio 2021, quando fu di 1.350 euro. E alle bollette bisogna poi aggiungere i costi dell’affitto del locale che non è di sua proprietà. Quella di Rovati – il cui locale non si trova in una zona turistica e vive, dunque grazie ai clienti affezionati – è stata ovviamente una provocazione. Lui stesso ha precisato che pur facendo molta fatica ad andare avanti, non farà mai pagare lo scotto del caro vita ai suoi clienti che, dopo oltre 20 anni di attività, sono diventati anche amici: “Non venderò mai la pizza Margherita a dieci euro, non sono Flavio Briatore. Il mio è stato uno sfogo, perché è davvero difficile andare avanti. La mia Margherita costa 5.50 euro e rimarrà così. Non farò pagare le mie difficoltà ai clienti.Continuerò a lavorare al meglio delle mie capacità come ho sempre fatto, ma paradossalmente anche questo non aiuta perché più si lavora più si consuma, in termini di materie prime e di energia. È un circolo vizioso insomma“. Di tutt’altro avviso, invece, proprio Flavio Briatore: per lui una buona pizza non può costare 6 euro e nemmeno 10.
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