Ecco cosa potrebbe succederti nel caso in cui non paghi l’IMU. Sanzioni pesanti, prescrizione oppure ravvedimento operoso
L’IMU (l’Imposta Municipale Propria) è la tassa che i cittadini devono pagare in base al possesso dei beni immobiliari. È operativa dal gennaio 2012 e, fino al 2013, prendeva in considerazione anche l’abitazione principale. Modificata con il passare degli anni, con la legge di Bilancio 2020 è stata cancellata la Tasi, la quale è stata accorpata successivamente all’IMU.
Dunque, si tratta di una tassa che tutti i cittadini, nel caso soddisfino determinati requisiti che impongono loro di dover pagare il tributo all’Agenzia delle Entrate, devono obbligatoriamente pagare. Ma che cosa succede nel caso in cui non paghi l’IMU? In questo articolo ti spieghiamo quali sono le sanzioni, oltre alla possibilità di ravvedimento operoso.
Coloro che non pagano l’IMU avranno ripercussioni di carattere solamente amministrativo (e non penale). Di conseguenza, sono previste sanzioni sulle somme dovute. Queste sanzioni vengono comunemente chiamate “more”.
Le normative vigenti quantificano le more per coloro che non pagano l’Imu. In particolare, è prevista una sanzione del 30% per coloro che versano in omesso o insufficiente versamento dell’Imu; una sanzione dal 100 al 200% dell’importo non versato, con un minimo di 50€ nel caso in cui vi sia omessa presentazione della dichiarazione.
Le sanzioni possono ammontare anche dal 50 al 100% degli importi non versati, con un minimo di 50€, nel caso in cui vi sia un’infedele dichiarazione Imu. Infine, sono previste sanzioni da 100 e 500€ nel caso di mancata, incompleta o infedele risposa al questionario.
Tuttavia, è possibile evitare di avere una sanzione ordinaria (30%) usufruendo del ravvedimento operoso. Si tratta di una sanzione ridotta, in base a quanto si effettua il pagamento. Nello specifico, le sanzioni sono le seguenti:
Nel caso in cui non venga pagato l’IMU, il Comune certifica il debito da parte del cittadino e lo rende esecutivo, in modo da rendere possibile un’esecuzione forzata del credito. Notificata la cartella al contribuente, se questa non viene pagata entro 60 giorni, si rischia un pignoramento dei beni.
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