Tananai: arriva la confessione che non ti aspetti da lui

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Tananai, arriva la confessione che non ti aspetti da lui: ecco le parole del cantautore milanese in un’intervista con Il Corriere della Sera.

Negli ultimi anni la carriera di Alberto Cotta Ramusino, meglio noto a tutti come Tananai, è letteralmente esplosa; dal successo a Sanremo al recente singolo con Fedez e Mara Sattei, La dolce vita, il cantautore è davvero conosciuto.

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Le rivelazioni dl cantante nell’intervista.

In una recente intervista con Il Corriere della Sera però, Tananai ha svelato alcuni dettagli sulla sua infanzia e sulla sua adolescenza, facendosi conoscere meglio dal pubblico; ecco la confessione che nessuno si aspettava.

Tananai, arriva la confessione che non ti aspetti da lui: eccola

In una recente intervista a Il Corriere della Sera (riportata anche da Gossip e TV) il cantautore milanese ha parlato a tutto tondo della sua vita, rivelando a tutto il pubblico la sua storia.

Mi chiamava così, non ero un tranquillo, facevo sempre suonare i bicchieri con le forchette. È morto quando avevo 7 anni, il nome d’arte è un omaggio all’unico in famiglia che non sono riuscito a stressare con la mia musica” svela il cantante sul suo nome d’arte.

Tananai passa poi a parlare della sua infanzia e della sua adolescenza, vissuta a Cologno Monzese. “La mia è stata una vita di periferia tranquilla, senza problemi. Al massimo qualche battuta tipo “ciccione” e qualche spintone quando ero un ragazzino obeso. Non direi bullismo, anzi, nulla in confronto ai tweet di Sanremo” spiega.

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Tananai parla della sua infanzia e della sua vita (foto: Instagram Tananai).

Un commento anche sui suoi genitori e sulla sua famiglia. Stanno insieme da 30 anni  e da più di 20 lavorano insieme, 24 ore su 24 insieme. Ogni tanto litigano, ma ho avuto la fortuna di avere una bella forma di amore sotto gli occhi. Ah, e mia zia fa l’assistente di papà” ha rivelato, parlando di una famiglia dunque molto unita.

Quanto alla sua di situazione sentimentale, pare sia uscito da poco da una storia importante: “Quando è finita dopo due anni e mezzo ho scritto “Giugno”, un brano triste. È la canzone che mi ha fatto capire che scrivere è un mezzo di espressione, è terapeutico” conclude.