I risultati dell’autopsia sul corpo della piccola Elena Del Pozzo hanno fatto emergere un quadro ancora più tremendo di quello ipotizzato.
Attirata con l’inganno, uccisa con 11 coltellate e poi sepolta ancora viva e infilata dentro sacchi dell’immondizia. Così Elena Del Pozzo, a 5 anni, ha concluso la sua vita. Uccisa dalla folle ma lucida e spietata crudeltà di Martina Patti colei che, nonostante tutto, ne era la madre.
Quanto è già emerso dall’autopsia mostra un quadro agghiacciante. Non solo la piccola Elena – massacrata con ben 11 coltellate – non è morta subito e quindi ha avuto tutto il tempo di rendersi conto. Martina Patti sarebbe andata ancora oltre: avrebbe avvolto la sua bambina in cinque sacchi neri e l’avrebbe seppellita mentre ancora respirava. Elena, dunque, è stata sepolta viva. Sepolta viva dalla sua mamma, di cui lei si fidava ciecamente. Questo è quanto emerso dall’autopsia effettuata ieri nell’ospedale Cannizzaro dal medico legale Giuseppe Ragazzi, nominato dalla Procura di Catania. La 23enne – come già venuto a galla – aveva premeditato e pianificato tutto nei minimi particolari senza lasciare niente al caso. Quel terribile giorno è andata a prendere la figlia alla scuola materna e poi dopo averla portata a casa e averle dato qualcosa da mangiare, l’avrebbe convinta ad uscire di nuovo e a seguirla per andare in un campo, con la scusa di andare a giocare assieme. Invece, in auto aveva caricato una pala, una zappa, un coltello da cucina e cinque sacchi neri, della spazzatura. E in quel campo, dove la bimba pensava che avrebbe giocato con la sua mamma, la piccola è stata uccisa con violenza e crudeltà. I funerali della bambina sono stati fissati per mercoledì 22 giugno presso la Cattedrale di Catania. A officiare la funzione il vescovo della cittadina sicula, monsignor Luigi Renna. Intanto il gip ha convalidato il fermo di Martina Patti e ha disposto la misura cautelare in carcere. Le accuse sono omicidio premeditato e pluriaggravato, e occultamento di cadavere. La donna viene sorvegliata ventiquattro ore su ventiquattro: il timore è che possa compiere un gesto estremo e togliere la vita anche a se stessa dopo averla tolta alla figlia.
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