Dopo venti anni di servizio il paramedico ha deciso di fare outing e confessare la sua identità di transgender. Molti pazienti, però, non l’hanno presa bene.
In Italia si sta lottando duramente per far approvare il ddl Zan, momentaneamente affossato dal Senato. Tuttavia l’omotransfobia colpisce non solo il nostro Paese.
In Gran Bretagna un medico sta pagando molto cara la sua scelta di fare outing e di rivelare al mondo la sua transessualità. Steph Meech ha 53 anni ed è un paramedico da 20. Dopo aver rivelato la sua identità di genere e i suoi gusti sessuali è stato vittima sia di abusi sia verbali sia fisici. Alcuni pazienti, quando lui va a soccorrerli, gli sputano addosso e gli chiedono: “Cosa sei” come non fosse nemmeno un essere umano ma un’entità indefinita. Meech, originario di Polegate, nell’East Sussex, ha affermato di essere prima di tutto un paramedico e il suo ruolo è quello di aiutare: “Ci sono stati momenti in cui mi hanno sputato addosso solo per quello che sono mentre cercavo di curare delle persone“, ha detto alla BBC.
Meech lavora per il South East Coast Ambulance Service – Secamb – che copre le zone del Kent, Sussex e Surrey. Per fortuna – ha specificato il medico – sono pochi i casi di pazienti che lo insultano, offendono o rifiutano il suo soccorso. Ma quando questi eventi si presentano si sente davvero ferito. Ha dichiarato che solo dopo aver fatto outing ha iniziato a sentirsi davvero se stessa e che ora si sente illuminata dal cambiamento. Il medico ha concluso: “Mi sento illuminata” dal cambiamento. Questo è quello che sono e ho dovuto tenerlo nascosto per così tanto tempo“. Nel solo sud-est britannico, le segnalazioni di violenze e aggressioni nei confronti del personale sono aumentate del 68% dal 2019 al 2021. David Monk, funzionario di supporto alla riduzione della violenza presso il Secamb, ha affermato che anche i gestori delle chiamate subiscono abusi e questo a prescindere dal sesso, dal genere o dall’orientamento e dalle personali preferenze. Sicuramente c’è ancora uno zoccolo duro di pregiudizi ma, talvolta, i medici, specialmente dopo questi due anni di pandemia, diventano bersaglio di aggressioni verbali o fisiche senza distinzione di razza, genere o gusti sessuali.
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