Gas; ecco cosa sta succedendo in Italia. È scattato l’allarme

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Aumenta il prezzo delle bollette, in particolare quella del gas. Ecco cosa sta succedendo in Italia e cosa vuol dire lo stato di preallarme

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(foto: Ansa)

Il governo italiano ha deciso di dichiarare lo stato di preallarme per quanto riguarda il gas in Italia. Una scelta obbligata, che vede nelle sue motivazioni la difficile situazione in Ucraina, invasa militarmente dalla Russia. La crisi, infatti, porterà gravi danni economici in tutto il mondo, soprattutto in Europa.

Questo vuol dire che anche l’Italia sarà coinvolta in quello che sarà un aumento del prezzo del gas. Le bollette potrebbero vedere un ulteriore aumento e i prezzi dell’energia potrebbero registrare alcuni picchi. Ecco, quindi, cosa vuol dire lo stato di preallarme.

Stato di preallarme in Italia. Aumenta il prezzo del gas

Il Ministero della transizione ecologica ha dichiarato, il 27 febbraio, lo stato di preallarme in riferimento al gas in Italia. Si tratta di una procedura, oggi al suo primo passaggio, che consiste in tre livelli. L’ultimo livello, ovviamente, corrisponde al più grave, quello di emergenza.

Dunque, per ora non ci saranno conseguenze concrete, ma il rischio è elevato e questo stato di preallarme fa presagire orizzonti inquietanti. Ad oggi le forniture di gas dovrebbero coprire interamente la domanda; tuttavia, il rischio di entrare in un contesto più difficile c’è eccome.

Lo stato di preallarme, quindi, non avrà alcun effetto sulle bollette. Si tratta di un avviso che punta l’attenzione su quello che potrebbe succedere nel caso in cui la guerra, voluta da Putin, dovesse ancora continuare e il prezzo del gas, dovesse crescere ancora o, peggio ancora, il gasdotto dovesse smettere di funzionare.

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Per ora, l’Italia ha una riserva di gas pari al 38,5% della capienza. Si tratta di una cifra che dovrebbe coprire il fabbisogno energetico durante l’inverno e tutta la primavera. Ma le difficoltà si presenteranno quando l’intenzione sarà quella di portare la capienza al 90% per il prossimo settembre 2022.

Ad oggi, infatti, il gasdotto che ci porta il “carburante” acquistato dalla Russia rappresenta il 40% circa delle nostre forniture di gas. Nonostante si stia pensando al gasdotto Trans-Atlantico, che collega la Turchia all’Italia, passando per la Grecia, questo sembra essere di difficile attuazione.

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