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Cronaca

“La partita contro il Covid è ancora aperta, siamo solo al primo tempo”, dice Galli

Il professor Massimo Galli interviene per dire la sua sull’attuale diminuzione dei contagi e su un possibile allentamento delle misure restrittive.

Da un paio di settimane almeno i contagi di Covid hanno ripreso il trend della decrescita e anche i reparti ospedalieri – specialmente nelle terapie intensive – si stanno svuotando. Per questo il Governo sta valutando un progressivo allentamento delle misure restrittive. Dallo scorso 11 febbraio è venuto meno l’obbligo d’indossare la mascherina all’aperto – salvo in caso di assembramenti – e già si parla di abolirne l’utilizzo anche al chiuso intorno a marzo. Ma c’è chi interviene per ammonirci: non è ancora tempo di cantare vittoria, la partita contro il Covid non è ancora finita: “E’ una partita ancora aperta, con questo virus non siamo arrivati ai supplementari. Siamo alla fine del primo tempo”– così si è espresso il professor Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, a L’aria che tira su La7.

Il medico, pur essendo vaccinato con tre dosi, ha contratto il Covid qualche settimana fa e anche in forma piuttosto seria. Ora, a smorzare entusiasmi troppo precoci, puntualizza che sarebbe un errore abbandonare ogni tipo di cautela. Anche perché chi  vaccinato può ugualmente infettarsi e contagiare. “Cosa ci aspetta in autunno non possiamo saperlo al 100%. Mi pare di aver visto più volte questa storia: appena si aprono gli orizzonti, si manda tutto a scatafascio…Il Green Pass è una tutela e non una vessazione, almeno per tutti coloro che hanno ritenuto di fare tutto per sé stessi e per gli altri” – ha ribadito Galli. Eppure i dati degli ultimi  report dell’Istituto Superiore della Sanità dimostrano che i giovani ricoverati negli ospedali sono soprattutto persone vaccinate con tre dosi. E questi due anni ci hanno ampiamente dimostrato che anche i vaccinati possono contrarre il virus e contagiare gli altri. Pertanto un Green Pass a tempo indeterminato a chi ha ricevuto le tre iniezioni ma non si sottopone regolarmente ad un tampone rapido, paradossalmente, potrebbe favorire una schiera di vaccinati positivi senza sapere di esserlo e, in conclusione, nuova ascesa di contagi. Infine l’infettivologo non ha potuto fare a meno di spendere due parole sulla vicenda di Novak Djokovic, il numero 1 del tennis mondiale che, pur di non essere costretto a vaccinarsi, rinuncerà a tornei importanti come Wimbledon o Roland Garros: “E’ una decisione poco intelligente. Francamente è stupida. E’ una decisione che sostiene i valori dell’ignoranza” – ha concluso il medico.

Pubblicato da
Samanta Airoldi

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