La virologa Ilaria Capua mette in guardia da un altro virus: la peste suina. A detta dell’esperta sarebbe molto contagiosa e, dunque, pericolosa.
Il Ministero della Salute informa che, nelle ultime ventiquattro ore, i casi totali di Covid – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 101.762 unità. Da ieri 227 morti. I casi attualmente positivi salgono a 2.004.597. I ricoveri crescono di 693 unità mentre in terapia intensiva +11 assistiti da ieri.
Quella di Covid non sarà l’ultima pandemia con cui dovremo fare i conti. E forse nemmeno la più grave. La virologa Ilaria Capua su questo punto è sempre stata chiarissima: in futuro dovremo abituarci a convivere con un numero crescente di virus come, da anni, ci siamo abituati a convivere con l’Hiv. Il salto di specie tra animale e uomo, ormai, non è più un tabù. L’esperta, di recente, ha spiegato che il Coronavirus potrebbe durare ancora milioni di anni e che, pertanto, dobbiamo assuefarci all’idea di vaccinarci ogni inverno. Ospite della trasmissione In Onda su La7 – condotta da Concita De Gregorio e David Parenzo – Capua ha parlato di un altro terribile virus che è già entrato in Italia anche se nessuno ne parla: la pesta suina. Un virus che – a detta della scienziata – sarebbe molto pericoloso in quanto contagiosissimo. “L’introduzione della peste suina africana nel territorio italiano è un problema” – ha esordito la virologa.
E il problema potrebbe diventare davvero molto grosso se questa nuova infezione iniziasse ad espandersi mentre l’Italia, nonostante l’altissima percentuale di vaccinati con due o tre dosi, è stata travolta dalla quarta ondata di Covid. Se ai pazienti Covid dovessero aggiungersi quelli affetti da peste suina, gli ospedali andrebbero facilmente in tilt. Specialmente ora che molti medici e infermieri sono a casa o perché colpiti dalla Omicron – benché vaccinati – o perché sospesi in quanto non vaccinati. Capua, tuttavia, su questo aspetto rassicura: la peste suina non colpisce l’essere umano ma solo gli animali: “Non è un problema di salute per le persone perché non contagia l’uomo ma solo cinghiali, maiali e affini ma così come abbiamo imparato dalla Omicron se c’è una malattia così grave dall’Italia non partono più suini e i prosciutti rischiano di rimanere fermi”. La malattia, dunque, non rappresenterebbe un problema per la nostra salute ma, sicuramente, sarebbe una vera catastrofe per l’economia del nostro Paese fondata, in gran arte, sull’esportazione delle eccellenze alimentari tra cui, appunto, il prosciutto e gli insaccati.
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