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Politica

“Mai con il partito di Bibbiano”, dopo le scuse al PD, ora arrivano le prima condanne, e la Politica tace

Sono arrivate le prime condanne sui fatti di Bibbiano. Rinviato a giudizio il sindaco Dem Andrea Carletti. La politica, per il momento, tace.

Getty Immages/Antonio Masiello

Si ritorna a parlare dei fatti di Bibbiano. L’inchiesta su bambini che sarebbero stati illecitamente strappati alle loro famiglie per poi essere dati in affido e su attestazioni di  falsi abusi sessuali per togliere i minori ai genitori. Dalla mattina del 27 giugno 2019, Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, divenne il simbolo di un presunto ‘sistema’. Quel giorno scattò anche l’arresto del sindaco del PD Andrea Carletti, indagato per un’ipotesi di abuso d’ufficio e così le misure cautelari per gli altri. A distanza di quasi due anni sono arrivate le prime condanne del processo “Angeli e Demoni”: quattro anni per psicologo Claudio Foti – che scelse il rito abbreviato – assolta invece l’assistente sociale Beatrice Benati. Per lo psicoterapeuta titolare del noto studio di cura torinese ‘Hansel&Gretel’, la procura aveva chiesto sei anni di condanna per le accuse di abuso d’ufficio, frode processuale e lesioni gravissime. Dopo la sentenza Foti si è limitato a commentare ai cronisti fuori dal Tribunale di Reggio Emilia: “Ho fiducia che in Appello possa essere rivista questa condanna che ritengo ingiusta. Penso di essermi comportato correttamente in scienza e coscienza. Rifarei tutto ciò che ho fatto”. Mentre il legale che difende lo psicologo, l’avvocato Giuseppe Rossodivita ha azzardato un parallelismo con il caso giudiziario che vide come imputato Enzo Tortora e promette battaglia: “Noi affianchiamo questo caso a quello di Enzo Tortora che non a caso fu assolto in Appello. Ha un carattere ideologico. A lui imputano lesioni gravissime sulla psicoterapia che è stata definita eccellente dai periti, paragonando il processo a quello di Galileo Galilei.  andremo in Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. La battaglia è appena iniziata”.

Rinvio, invece, a giudizio per il sindaco Andrea Carletti, all’epoca strenuamente difeso dal PD. A Carletti si contesta il reato di abuso d’ufficio mentre è stato prosciolto dalle accuse di falso. Il processo, in pratica, dovrà verificare se sia stata commessa qualche illegittimità amministrativa nell’affidamento dell’appalto del servizio terapeutico di cura dei minori da parte dell’Unione dei Comuni. L’inchiesta Angeli e Demoni non solo divise l’opinione pubblica tra garantisti e giustizialisti ma entrò anche nelle Aule parlamentari. Da un lato il PD che difendeva Carletti e minimizzava sull’accaduto, dall’altro lato Lega e Cinque Stelle chiedevano si facesse chiarezza sul caso. Erano i tempi di “mai con il partito di Bibbiano” – frase pronunciata dal ministro pentastellato Luigi Di Maio – e della senatrice del carroccio Lucia Borgonzoni – ai tempi in corsa per le regionali in Emilia Romagna contro il Dem Stefano Bonaccini – che si alzava in Aula con la maglia “parlateci di Bibbiano“. Sembrano tempi lontani, lontanissimi anche se poi – a conti fatti – sono passati meno di due anni. Nel frattempo il grillino Vito Crimi – ex reggente Cinque Stelle – si scusò con il PD che era salito a Palazzo Chigi con loro sotto la guida di Giuseppe Conte. Crimi disse: “Chiedo scusa, il mio partito ha esagerato con le critiche al partito Democratico su Bibbiano”. 

Al momento i dieci minori sono tutti tornati nelle loro case, con le loro famiglie. Otto famiglie si sono costituite parte civile. Tuttavia – hanno specificato i familiari dei bambini – nonostante giustizia sia stata fatta, i piccoli conserveranno sempre questo trauma. Un papà – che ha rivisto il figlio dopo quasi due anni – ha dichiarato: “Mio figlio ci è stato tolto a sei anni, oggi è tornato con noi ma porta dentro un brutto trauma”. Un altro padre spiega che il 18 giugno 2018 i servizi sociali gli comunicarono che, da quel giorno, avrebbe potuto vedere i suoi due figli – di 3 e 5 anni all’epoca – solo ogni venti giorni e per non più di un’ora sotto sorveglianza. L’uomo sarebbe stato accusato di omofobia e i due piccoli furono collocati dalla madre e dalla sua nuova compagna. “La sentenza di oggi magari ci darà giustizia ma i traumi che questi bambini si portano addosso, sono tutti da valutare”– ha concluso l’uomo.

Pubblicato da
Samanta Airoldi

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