Licenziata in tronco per aver sconsigliato ad una gestante di farsi inoculare il vaccino anti Covid. E non è il primo caso.
Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid sono saliti di 2818 unità. Da ieri 20 morti e 1524 guariti. I casi attualmente positivi salgono ancora: 83.722, +1274 rispetto a ieri. I ricoveri aumentano di 109 unità. Salgono anche i pazienti in terapia intensiva: +22 da ieri.
Qualche settimana fa era toccato ad un medico di Venezia che, rifiutandosi di somministrare il vaccino ad una donna incinta senza previa autorizzazione del ginecologo che la seguiva, era stato subito richiamato dall’Ordine. Questa volta, invece, a perdere il posto è stata una centralista del Cuptel, dipendente di una cooperativa che gestisce il centro di prenotazioni per l’Usl della Romagna. La donna è stata licenziata in tronco dopo che, durante una telefonata finalizzata alla prenotazione, ha sconsigliato la vaccinazione a una signora in stato di gravidanza.
La centralinista, una 51enne di Rimini, lavorava a Cesena per la cooperativa Asso. Dopo aver preso atto del provvedimento immediatamente scattato nei suoi confronti, ha cercato di giustificarsi spiegando che, nonostante la sua personale opinione, aveva comunque prenotato l’appuntamento per la prima dose della gestante. La ex centralinista del Cup ha raccontato che, due mesi fa, una giovane donna di Faenza incinta ha chiamato il Cuptel per prenotare il vaccino. Ma, nel corso della telefonata le aveva espresso i propri timori: “Ricordo questa donna in gravidanza molto combattuta che esprimeva il suo sfogo e le sue indecisioni sul vaccino, ed io, forse peccando di ingenuità, mi sono lasciata sfuggire le parole ‘io se fossi in lei non lo farei’. Ma alla fine le ho comunque prenotato la prima dose”. Il marito della donna incinta, venuto a conoscenza del suggerimento della centralinista, ha denunciato il caso all’Azienda Usl Romagna che lo ha segnalato alla cooperativa. Dopo le verifiche del caso la donna è stata licenziata per giusta causa. Cristina Gallinucci, presidente della cooperativa Asso, ha puntualizzato: “In un periodo complicato come quello vaccinale, nessuno può permettersi di dare consigli senza avere le competenze necessarie”.
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