Sorprendente la posizione del professor Matteo Bassetti in merito alla somministrazione della terza dose del vaccino anti Covid.
Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid sono saliti di 5621 unità. Da ieri 62 morti e 6984 guariti. I casi attualmente positivi scendono ancora: 128.489, – 1429 rispetto a ieri. I ricoveri scendono a 4164, – 66 unità mentre in terapia intensiva 548 pazienti, -10 da ieri
Il professor Matteo Bassetti, direttore delle Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova è tra i più ferventi sostenitori del vaccino anti Covid. Il professore è a favore anche dell’introduzione dell’obbligo, posizione che gli ha fruttato diverse minacce da parte di no vax. Per questo risulta un po’ sconcertante la sua posizione in merito alla somministrazione della terza dose vaccinale. nelle scorse ore l’Agenzia italiana del Farmaco – Aifa – ha dato il via libera alle terze dosi che riguarderanno unicamente i vaccini a RNA messaggero, cioè Pfizer e Moderna. Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha comunicato che si partirà dai soggetti più fragili immunodepressi, pazienti oncologici, soggetti che hanno subito trapianti di organi. Questi ultimi riceveranno la terza iniezione del siero anti Covid dopo 28 giorni dalla seconda. In seconda battuta potranno ricevere la terza dose anche gli anziani con più di 80 anni e gli operatori sanitari. Per questi ultimi si tratterà di una sorta di “richiamo” che verrà somministrato dopo 6 mesi dalla seconda dose.
Tuttavia Bassetti ritiene che la terza dose potrebbe rivelarsi inutile: “Chi non ha risposto a due dosi potrebbe anche non rispondere con la terza. Oppure ci vorrà un mix di vaccini ma oggi è chiaro che si è scelto di dare la terza dose e non di sottoporre tutti a esami che sono un costo inaffrontabile per il Servizio Sanitario nazionale” – le parole dell’esperto. In pratica – stando alle parole del medico – fare esami a tutti per valutare se rispondono o no ai vaccini costerebbe troppo e, pertanto, il Governo sta prendendo la strada più economica che, però, potrebbe anche rivelarsi inutile. Infatti se una persona non ha sviluppato gli anticorpi necessari con le prime due dosi – a detta di Bassetti – potrebbe non svilupparli neppure dopo la terza dose. A quel unto che si farà? Si procederà con una quarta dose? E se nemmeno con infinite dosi una persona sviluppasse gli anticorpi? I quesiti sono ancora tanti. Le risposte per il momento mancano: anche tra gli esperti.
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