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Politica

“Zaia ci chiedeva sempre se avevamo bisogno di prostitute”. Per il giudice si può dire, anche se è falso

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, per la prima volta denuncia un comico che lo sbeffeggia e – a suo dire – lo diffama. 

Getty Immages/Alberto Pizzoli

La partita Natalino Balasso versus Luca Zaia si è chiusa 1 a 0 per il primo. E’ stata infatti archiviata la battuta social di Balasso, che aveva ferito il governatore del Veneto al punto da indurlo  a presentare una querela per diffamazione. Zaia aveva spiegato: “E’ l’unico artista che ho querelato, la satira non c’entra, in ballo c’è la mia reputazione“. La battuta incriminata riguardava un post sulla pagina Facebook di Balasso. Il comico aveva tirato in ballo il passato di Zaia, quando l’attuale politico si occupava di pubbliche relazioni nelle discoteche. Nello specifico Balasso aveva citato un episodio che – a detta di Zaia – non era mai avvenuto. Il comico aveva condiviso e commentato la foto di un post del musicista veneziano Marco Furio Forieri – della band Pitura Freska il quale sosteneva che una sera, dopo un concerto Zaia chiese a lui e alla sua band se volevano delle prostitute per il post concerto. E Forieri concludeva: “Ora è il nostro governatore, figata!”.  Balasso si era limitato a commentare: “E se lo dice Furio…”. Da qui la querela di Zaia.

Il post era poi stato tolto da Forieri, che si era dichiarato vittima di un hackeraggio. Ma, intanto, Balasso si ritrovava indagato per aver condiviso una fake. E non ci pensò nemmeno per un istante a porgere le proprie scuse a Zaia in quanto, secondo lui, si trattava di una semplice battuta. E, a quanto pare, i giudici gli hanno dato ragione. La Procura di Venezia ha chiesto l’archiviazione. A comunicarlo lo stesso Balasso: “Siccome immagino che il presidente della Regione Veneto abbia cose più importanti da fare che indire conferenze stampa per dichiarare le sue sconfitte, mi tocca darvi la notizia da solo. Dopo il pubblico ministero, anche il gip fa sapere a Luca Zaia che denunciarmi è stata una pessima idea. E così lui perde e io ho ragione”. E ha proseguito attaccando anche i suoi colleghi che non lo hanno difeso: “Quelli che non ringrazio sono tutti i colleghi artisti i quali, per vigliaccheria, hanno preferito tenersi equidistanti dalla questione, con cattolica rassegnazione al fatto che sia giusto che un potente vessi un suo suddito pagliaccio. Io sarò sempre al vostro fianco se i potenti vi perseguiteranno, ma un po’ mi fate pena”.

Pubblicato da
Samanta Airoldi

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