Il giovane Benno Neumair, responsabile e reo confesso dell’omicidio di entrambi i genitori, non sarebbe pericoloso a sentire i periti che hanno compiuto l’esame.
Ha ucciso due volte nel giro di poche ore Benno Neumair e non ha ucciso due persone a caso ma quelle che lo hanno cresciuto ed accudito anche quando la sua vita – in seguito ad un episodio avvenuto in Germania ed a difficoltà lavorative e nello studio – è diventata molto complicata. La confessione del giovane lascerebbe poche perplessità nel dichiarare l’uomo instabile mentalmente, eppure la perizia effettuata su di lui dà un responso molto diverso: “Benno Neumair non è socialmente pericoloso”, assicurano i periti nominati dal Giudice per le indagini preliminari: Edoardo Mancioppi – psichiatra – lo psicologo Marco Samory e la criminologa Isabella Merzagora dopo averlo sottoposto ad una perizia psichiatrica dopo i delitti confessati.
Il caso di Benno Neumair è molto famoso in Italia, avendo avuto una grande risonanza mediatica: i buchi nel racconto rilasciato agli inquirenti, alcuni grossolani errori nel pulire le tracce di quel tremendo duplice delitto, l’apparente mancanza di emozione mostrata dall’uomo, tutti elementi che hanno colpito molto l’opinione pubblica: “Presenta un disturbo narcisista e antisociale”, specificano i tre periti aggiungendo che l’omicidio del padre Peter sarebbe un gesto nato da un momento di mancata capacità di intendere e di volere – dovuta al litigio con l’uomo – mentre quello della madre Laura sarebbe stato premeditato. In poche parole, Benno avrebbe ucciso ucciso suo padre in un impeto di rabbia ma ha pianificato attentamente il delitto della madre per far credere che entrambi fossero spariti, forse rapiti da qualcuno. Ma sappiamo come è andata a finire: gli investigatori non hanno impiegato molto a scoprire la realtà e ad ottenere una tardiva ma completa confessione dei casi.
La valutazione dei periti in ogni caso potrebbe non essere del tutto attendibile: c’è un altro caso purtroppo molto famoso in cui l’omicida era stato giudicato innocuo dal personale ospedaliero. E’ la sparatoria di Ardea avvenuta pochi mesi fa dopo che l’autore Andrea Pignani era stato ricoverato dopo aver aggredito la madre: in quel caso, gli psicologi non avevano ritenuto necessario sottoporre l’uomo ad un TSO ritenendolo innocuo, scelta forse fatale per le vittime della sparatoria occorsa un anno dopo.
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