Inizialmente, il poliziotto che ha sparato a Stazione Termini contro un uomo armato di coltello non aveva ricevuto sanzioni. Ma ora scatta un’indagine interna.
Il poliziotto che ha sparato in Via Marsala vicino Stazione Termini contro un uomo armato di coltello affronterà un’inchiesta interna alle Forze dell’ordine, volta a stabilire se realmente l’agente non avesse scelta se non aprire il fuoco contro il 44enne ghanese. L’episodio avvenuto nei pressi della principale stazione della Capitale infatti è finito sulle prime pagine per la crudezza delle immagini, mostrando una situazione di degrado che avviene alla luce del sole e che le istituzioni sembrano incapaci di risolvere. La Procura di Roma ha avviato un’indagine per chiarire l’accaduto dal momento che il poliziotto ed i colleghi che sono giunti in zona Termini per rispondere alla chiamata erano in superiorità numerica. Lo stesso discorso vale per il Viminale che sarebbe in procinto di avviare un’indagine parallela con lo stesso obiettivo.
Infatti, nonostante Ahmed Brahim – questo il nome dell’uomo protagonista della vicenda – fosse armato e intenzionato con tutta probabilità a ferire qualcuno, alcuni esperti di anti terrorismo hanno messo in discussione l’operato degli agenti, sostenendo che sarebbero bastati i manganelli per bloccarlo e togliergli di mano l’arma da taglio: “Non siamo pazzi, anche noi vogliamo portare a casa la pelle”, ha precisato uno degli specialisti in questione. Nel frattempo, anche Ahmed si prepara ad affrontare un processo per gravi accuse dopo che l’operazione per estrarre il proiettile dalla sua gamba è andata a buon fine: l’uomo resta piantonato in ospedale. E’ una vecchia conoscenza della Polizia che in passato – come hanno raccontato i residenti – avrebbe minacciato passanti e tassisti con o senza armi, forse sotto effetto di sostanze. L’uomo dopo il ferimento è stato sottoposto alle cure dei sanitari ed operato per la rimozione del proiettile. Le sue condizioni di salute sono buone. Intanto, il segretario generale della Polizia Vincenzo Chianese chiede strumenti per affrontare meglio situazioni simili: “E’ evidente la necessità di dotare gli agenti di armi non letali come il taser“, ha spiegato l’uomo riferendosi all’episodio di Via Marsala.
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