Previsioni non ottimistiche quelle del microbiologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti. Lo scienziato prevede l’arrivo di nuove varianti virali.
Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali sono saliti di 1273 unità e portano il totale a 4.233.698. Da ieri 65 morti che fanno salire le vittime a 126.588 e 5024 guariti che raggiungono quota 3.918.657. Totale persone vaccinate: 13.028.350
I casi attualmente positivi scendono a 188.453, -3819 rispetto a ieri. I ricoverati sono 4910, -53 mentre in terapia intensiva 759 assistiti, -15 da ieri.
La situazione relativa ai contagi e ai decessi legati al Covid nel nostro Paese sembra migliorare di settimana in settimana. Tant’è che diverse sono le Regioni ormai in zona bianca e altre vi entreranno nelle prossime settimane. Ma non tutti tirano un sospiro di sollievo. C’è, anzi, chi prevede che il peggio debba ancora arrivare. Una delle voci sicuramente più prudente nel mondo della scienza è quella del professor Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova. Ospite da Agorà su Rai 3, Crisanti ha spiegato: “La situazione a livello globale è sottovalutata. In particolare, è sottovalutato il fatto che gran parte del mondo non ha a disposizione i vaccini. Paesi come l’India sono incubatori di varianti e ne possono emergere alcune che possono sfuggire al vaccino.”
Per quanto – secondo l’esperto – i vaccini siano assolutamente sicuri ed efficaci, non si può certo negare che non proteggono al cento per cento dal rischio d’infettarsi o reinfettarsi con una delle varianti. Come non eliminano del tutto il rischio di contagiare altre persone. Il microbiologo ha puntualizzato infatti: “La prima dose induce un’importante protezione già dopo 15 giorni, ma questo non vale per tutte le varianti. Su quattro vaccini approvati in Italia 3 non sono efficaci contro alcune di esse”. Pertanto per lo scienziato padovano la possibilità di uscita dalla pandemia dipende da due fattori: la durata della protezione del vaccino e il problema delle varianti. E a titolo di esempio, Crisanti riporta la situazione Inglese. Pur essendo molto più avanti di noi con le vaccinazioni, il Regno Unito sta pagando lo scotto della variante Delta la quale ha una capacità di trasmissione molto più elevata e sta mettendo in crisi il programma di riaperture del Regno Unito poiché ogni settimana c’è un aumento dei casi del 40% . Infine, l’esperto, torna a ribattere sull’importanza del tracciamento per individuare, specialmente, gli asintomatici e ribadisce: “E’ il momento di aumentare i tamponi, non di diminuirli”. Il professore ha addirittura proposto di geolocalizzare i cittadini, come avevano fatto in Cina durante la fase 1 della pandemia.
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