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Politica

“Dobbiamo contribuire a diffondere la cultura dei migranti residenti in Italia” e Franceschini trova 400 mila euro

Scontro tra il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e il sottosegretario Lucia Borgonzoni, in quota Lega. Quest’ultima non approva alcune scelte fatte dal capo del Dicastero.

Ernesto Ruscio/Getty Images/archivio

 

A fine aprile, in prossimità delle riaperture di bar e ristoranti non solo per l’asporto, il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini si spese molto affinché il Comitato tecnico scientifico non si dimenticasse anche di tutti quei settori artistici fortemente penalizzati come musei, cinema, teatri. Il Ministro, da anni al capo del Dicastero che tutt’oggi ricopre, nel 2020 firmò un decreto per destinare ben  con 385.361,15 euro al progetto MigrArti. Nello specifico il progetto fu finanziato da Ales S.p.a., società controllata al 100% dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il progetto è nato per “contribuire alla valorizzazione e alla diffusione delle culture di provenienza delle comunità di immigrati stabilmente residenti in Italia“.

L’approvazione dei fondi destinati a MigrArti avvenne, dunque, quando a Palazzo Chigi c’era ancora l’ex Premier Giuseppe Conte ma le attività artistiche e culturali finanziate dal Ministro Franceschini si svolgeranno solo partire dalle prossime settimane. Il progetto MigrArti, ufficialmente, è nato per contribuire alla valorizzazione e alla diffusione delle culture di provenienza delle comunità di immigrati stabilmente residenti in Italia. Ma c’è chi non approva. E le voci dissonanti arrivano dal Governo stesso e non già dall’Opposizione. Anzi: le critiche sono insite al Dicastero medesimo. Infatti a non approvare questa scelta è il sottosegretario ai Beni Culturali, la leghista Lucia Borgonzoni. Borgonzoni ha spiegato il perché della sua contrarietà: “Questo progetto non andava rifinanziato poiché viene utilizzato come uno strumento contro chiunque voglia gestire l’immigrazione. A suo tempo era Salvini, preso di mira da parte di alcune associazioni che hanno partecipato a questi bandi, oggi potrebbe essere Draghi per le sue politiche verso la Libia”.

Inoltre – sottolinea il sottosegretario in quota Carroccio – in un momento così critico, con intere compagnie di attori, musicisti e artisti messi in ginocchio dallo “stop” dovuto alla pandemia di Covid, finanziare un progetto così specifico, può solo generare divisioni. Borgonzoni – a suo volta bersaglio di feroci attacchi verbali durante la sua corsa per l’Emilia Romagna nel 2020 – aveva proposto di destinare quei fondi a spettacoli che portassero a galla un tema scottante e interculturale: la violenza sulle donne. Tema che riguarda tanto le donne italiane quanto quelle straniere. Ma, ad oggi, la proposta di Borgonzoni è rimasta inascoltata.

Pubblicato da
Samanta Airoldi

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