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Cronaca

I genitori non trovano un accordo tra scuola pubblica e privata per il figlio. Il giudice “Ha 11 anni, decide lui”

Di fronte all’indecisione di due genitori separati tra pubblica e privata, il figlio di undici anni sceglie autonomamente la scuola cui iscriversi: decisivo l’intervento del giudice.  

Alessio Coser/Getty Images/Archivio

I due genitori non riescono a trovare un accordo sulla scuola – pubblica o privata – cui iscrivere il figlio? Che a dare il giudizio decisivo sia il diretto interessato. E’ questa la decisione, per certi versi inedita, presa dal collegio del Tribunale presieduto da Lara Ghermandi in merito al caso di un undicenne veronese, la cui famiglia era divisa tra la volontà del padre – che avrebbe preferito iscriverlo a una scuola privata per affinare l’inglese – e quella della madre – che spingeva invece per una scuola pubblica.

I due genitori, separati, non sembravano in grado di raggiungere un punto d’incontro, rimanendo entrambi fermi sulle proprie posizioni: l’uomo, dal canto suo, sottolineava l’alta qualità dei docenti presenti nell’istituto da lui consigliato, mentre la mamma del bambino aveva dato la propria preferenza alla scuola pubblica perché – oltre ad essere più vicina a casa – consentiva al figlio di coltivare in paese la sua grande passione per la musica.

Una discussione finita davanti al giudice, che ha optato per una terza, sorprendente strada: quella di convocare il diretto interessato che, dall’alto dei suoi – quasi – 11 anni, è stato chiamato a dare la propria opinione in merito. “Sebbene non ancora undicenne ha saputo esprimersi con una naturalezza che ispira immediatamente simpatia“, scrivono i giudici, secondo i quali il ragazzo, nonostante la giovanissima età, è stato capace di dimostrare “capacità di discernimento e maturità spiegando anche di aver parlato a lungo della questione con mamma e papà” e, infine, arrivando ad esprimere “una esplicita e autentica preferenza“.

L’auspicio è che il ragazzo, con il consiglio ed il supporto dei genitori, possa alla fine aver fatto la scelta migliore per il prosieguo dei suoi studi, a maggior ragione in un periodo come quello che stiamo vivendo, nel quale l’attività scolastica è stata segnata da una lunga serie di difficoltà e problematiche derivanti dalla crisi pandemica in corso.

Pubblicato da
Lorenzo Palmisciano

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