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Casi

“Le finestre erano aperte e io non ho sentito rumori strani”, dice la madre di Ciro Grillo

La madre di Ciro Grillo Parvin Tadjk difende il figlio dall’accusa di stupro: “Quella notte le finestre erano aperte e io non ho sentito nulla di strano“. 

Parvin Tadjik, moglie di Beppe Grillo, torna a difendere il figlio Ciro ed il gruppo di amici con lui coinvolto in un’accusa di stupro, rispetto alla quale si attendono nelle prossime settimane le decisioni sul rinvio a giudizio dei quattro. Secondo indiscrezioni raccolte dal quotidiano La Stampa, infatti, la donna avrebbe raccontato ai magistrati – che l’hanno ascoltata sul caso – di non aver visto né sentito nulla di sospetto la notte in cui si svolsero i fatti. Tadjik, che si trovava in vacanza nella villa in Sardegna insieme alla governante, ha inoltre sottolineato che tutte le finestre erano aperte e che, di conseguenza, avrebbe probabilmente potuto sentire rumori sospetti.

Quella sera ho accompagnato io con la mia macchina i quattro ragazzi al Billionaire perché volevo che tornassero in auto“, avrebbe detto la madre di Ciro Grillo agli inquirenti, prima di aggiungere che “non abbiamo visto e sentito nulla di anomalo. Io, la mia colf che tutte le mattine faceva le pulizie e rassettava anche la dependance dei ragazzi ma neppure il giardiniere e la mia amica Cristina che, dopo un periodo di vacanza trascorso insieme a me, si era alzata presto per partire dalla Sardegna“.

I fatti oggetto dell’inchiesta si svolsero, tuttavia, in una dependance della villa, molto vicina alla struttura centrale. Per questo la donna ha specificato, nella propria dichiarazione, che le due abitazioni sono separate soltanto da un patio e che quella sera, per maggiore tranquillità, aveva chiesto ai ragazzi di tenere aperte le finestre: “Avevo chiesto durante la vacanza ai ragazzi di tenere le finestre aperte della sala anche di notte, così come facevo io, in modo da essere sempre comunque in contatto con loro, fermo restando che le zanzariere restano chiuse“.

Quella notte, nella villa sarda della famiglia Grillo, oltre a Ciro c’erano tre suoi amici – Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, indagati insieme al figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle – e due ragazze: una delle due, Silvia, nei giorni successivi sporgerà denuncia verso i quattro giovani e racconterà di essere stata stuprata a Roberta, a sua volta presente nella villa.

Pubblicato da
Alessandro R.

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