“Mi vergogno” il PD è rimasto senza segretario. Nicola Zingaretti si è dimesso

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Fonti ed evidenze: Nicola Zingaretti Face Book, Huffington Post

Improvviso cambio di scenario nella politica italiana: Nicola Zingaretti si è dimesso.

Nicola Zaingaretti/Facebook

Lo stillicidio non finisce. Mi vergogno che nel PD, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c’è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni”.

Sono le parole del Segretario Dem Nicola Zingaretti affidate ad un post su FB: “Visto che il bersaglio sono io, per amore dell’Italia e del partito, non mi resta che fare l’ennesimo atto per sbloccare la situazione. Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità. Nelle prossime ore scriverò alla Presidente del partito per dimettermi formalmente. L’Assemblea Nazionale farà le scelte più opportune e utili”.

Una scelta, quella del leader dem e presidente della Regione Lazio, del tutto inaspettata da parte dei dirigenti e parlamentari del partito. Una scelta improvvisa, legata a tensioni interne rimaste prive di mediazione. Forse la stanchezza personale del leader ha avuto un ruolo determinante, nei tempi e nei modi. Sia come sia nessuno, fanno sapere dal PD, era stato informato della decisione del segretario. C’era negli ultimi giorni molta attesa per l’Assemblea Nazionale del 13 marzo: un appuntamento necessario per capire come affrontare le tensioni interne e le richieste di congresso. Resta da capire se l’apparente impulsività della decisione non nasconda un calcolo: quello di scompaginare gli assetti in vista di un confronto che non si preannunciava facile, polarizzando l’attenzione sulle dimissioni sperando, a contempo, che vengano respinte così da affrontare il confronto interno da una posizione di forza. Certo sembra un azzardo, poco in sintonia con il temperamento del segretario uscente,

Il leader della Lega, Matteo Salvini ha commentato in modo lapidario, non concedendo nulla alla solidarietà di maniera: “Spero che le sue dimissioni non siano un problema per il governo” mentre il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, tesse le elogi del segretario uscente, con queste parole: “Ho lavorato con Nicola per mesi. È una persona perbene“. Il capo politico reggente del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, aggiunge una considerazione non disinteressata “tutti – vale anche per il M5S – dovremmo mettere da parte ambizioni personali, guerre interne, lotte di potere e posizionamenti, e pensare invece solo al Paese, alla crisi sanitaria ed economica e alle sfide che ci attendono per dare alle future generazioni un mondo migliore. Dobbiamo tutti guardare avanti, volare alto e pensare al futuro“. L’ex premier Giuseppe Conte ha espresso rammarico. “Le sue non mi lasciano indifferente. Seguo con rispetto e non intendo commentare le dinamiche di vita interna del Partito Democratico. Ma rimango dispiaciuto per questa decisione, evidentemente sofferta“. E ha aggiunto: “Ho conosciuto e apprezzato un leader solido e leale, che è riuscito a condividere, anche nei passaggi più critici, la visione del bene superiore della collettività“.

 

 

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