Dramma a Padova dove un ragazzo si è lanciato nel vuoto dal tetto di un albergo abbandonato di fronte alla madre. Gli investigatori ricostruiscono l’accaduto.
Un volo di dieci metri dal tetto di un edificio abbandonato: un ragazzo di Padova ha deciso di lanciarsi nel vuoto dopo l’ennesima crisi depressione. E’ successo nella frazione di Abano Terme e a raccontare l’accaduto alle Forze dell’Ordine che hanno effettuato i rilievi sulla scena del dramma è stata proprio la madre del giovane che ha assistito al suicidio del figlio. Secondo il suo racconto il ragazzo – 20 anni di età – soffriva da tempo di una profonda depressione che non gli lasciava tregua. Preoccupati dallo stato mentale del figlio, i genitori avrebbero deciso infine di ricoverarlo presso una struttura medica per cercare di affrontare la malattia psicologica assieme a degli specialisti. Il 20enne ha però origliato la conversazione della madre con gli psicologi ed ha deciso di farla finita piuttosto che accettare quanto stava per succedere: “Vado ad ammazzarmi”, avrebbe urlato il ragazzo prima di scappare di casa, sfuggendo al tentativo della madre di bloccarlo.
La fuga del ragazzo per le vie del comune di Padova è finita quando il 20enne ha superato la centrale dirigendosi verso una struttura alberghiera in disuso non molto lontana. Il giovane, ancora inseguito dalla madre, si è introdotto nell’edificio in rovina ed è corso fino al terzo piano: lì, ad un altezza di circa dieci metri, si è lanciato nel vuoto di fronte alla madre che ha tentato inutilmente di riportarlo alla ragione un’ultima volta. Si tratta dell’ennesimo suicidio in un periodo – a detta di molti psicologici scatenato anche dalla pandemia di Covid – che ha portato molte persone con disturbi psicologici a tentare di farla finita. Secondo i Carabinieri che hanno raggiunto la scena della tragedia, il ragazzo conosceva bene la struttura e si era già introdotto al suo interno, forse per un precedente tentativo di suicidio poi abbandonato. Il sindaco della frazione di Padova Federico Barbierato ha espresso il suo rammarico per la tragedia familiare: “Non riesco neppure a immaginare come possano sentirsi i suoi cari. L’amministrazione cittadina e tutta la comunità aponense si stringono alla famiglia“, afferma il Primo Cittadino.
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