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Cronaca

Covid, 18.916 casi e 280 morti. L’età media si abbassa: più contagi nelle scuole che nelle rsa

La situazione sanitaria della Lombardia torna ad allarmare scienziati e politici. Alcune varianti non rispondono al vaccino e la regione di Attilio Fontana, da lunedì, torna arancione.

Getty Images/Michele Lapini

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 18.916 unità e portano il totale a 2.907.825. Nelle ultime ventiquattro ore 280 morti che fanno salire le vittime a 97.507 e 11.320 guariti che raggiungono quota 2.398.352.

I casi attualmente positivi salgono a 411.966 +7302 rispetto a ieri. I ricoverati sono 20.588, +102 mentre nelle terapie intensive 2216 assistiti, + 22 da ieri.

Covid: allarme in Lombardia

Dopo tre settimane in fascia gialla, da lunedì, la regione guidata dal leghista Attilio Fontana, tornerà a colorarsi di arancione.  A mettere in allarme gli scienziati sono le mutazioni del Covid, specialmente quella inglese. La variante inglese – a differenza di quella brasiliana e sudafricana – risponde positivamente al vaccino. Il rischio che comporta però, è legato al fatto che è più contagiosa – anche se non più letale – e, soprattutto, colpisce anche le persone più giovani. Dato che trova riscontro in quanto dichiarato dal presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, Gianni Rezza, il quale ha confermato che l’età media dei soggetti infettati è scesa a 44 anni. Sono, inoltre, in aumento i focolai nelle scuole.

A preoccupare non è solo il nuovo balzo in alto del numero di nuovi casi ma anche la situazione degli ospedali. Le rianimazioni di Brescia, soprattutto, iniziano a sentire il peso dei contagi delle ultime settimane che – a detta degli esperti – potrebbero essere legati alla variante inglese e alle altre mutazioni del virus. “La situazione è così critica che tra ieri e oggi abbiamo iniziato a mandare alcuni pazienti all’ospedale in Fiera di Milano”- ha spiegato Cristina Mascheroni, presidente degli anestesisti e rianimatori italiani o Aaroi-Emac.

Parole che trovano conferma in quelle del primo cittadino bresciano Emilio Del Bono il quale ha puntualizzato che gli ospedali civili contano già oltre 300 ricoveri. A detta della dottoressa Mascheroni la situazione rischia di precipitare anche nel resto della Lombardia dove il rischio di tornare a vivere l’incubo della prima ondata è alto.  E, paradossalmente, tutto ciò avviene proprio mentre le autorità discutono se smantellare o meno l’Ospedale Fiera di Bergamo.

 

 

 

 

 

Pubblicato da
Samanta Airoldi

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