Mastella cerca voti per il Governo e propone un scambio. Ma viene tradito

0
352
Fonti ed evidenze: TgCom24, Carlo Calenda Twitter

Vengono a galla i primi tentativi di “compravendita” per portare numeri alla Maggioranza. La caccia ai costruttori è aperta e, a quanto pare, ogni mezzo è lecito. Ma c’è chi smentisce.

calenda mastella
Getty Images/ Filippo Monteforte

Alla Maggioranza mancano i numeri, c’è poco da fare. E se la politica è fatta anche di mediazioni, con la matematica non si discute:  la conta di Conte in Parlamento ha tirato fuori un risultato troppo esiguo per poter Governare il Paese. Ma il Premier a dimettersi non ci pensa e l’ipotesi – sempre più probabile – di nuove elezioni non fa impazzire nessuno. Il Presidente del Consiglio, per convincere i senatori ancora indecisi, ha già depositato nome e marchio di una sua lista – dal nome Insieme – con cui correrebbe da solo nel caso di una chiamata alle urne. La lista Conte è pur vero che, con il suo 12% – stando ai sondaggi – porterebbe acqua al mulino della coalizione ma lo farebbe a spese dei partiti che lo sostengono. Precipiterebbero, infatti, Partito Democratico e Cinque Stelle.

E allora che fare se non aprire la caccia ai costruttori? Tra questi costruttori si è subito intercettato il leader di Azione, Carlo Calenda in corsa per il comune di Roma alle prossime amministrative. A quanto pare Calenda sarebbe stato contattato dal sindaco di Benevento – ed ex Ministro della Giustizia ai tempi del Governo di Romano Prodi – Clemente Mastella a sua volta contattato dal Presidente del Consiglio per “fare numero”. Attraverso un post su Twitter, il leader di Azione ha fatto sapere che Mastella gli avrebbe detto: “Tu appoggi Conte e il PD appoggia te a Roma”. Calenda ha poi aggiunto che reputa un’offesa personale questa offerta nonché un chiaro segnale del degrado in cui versa questo Governo che – a suo dire – è composto da “costruttori del nulla”.

Non è tardata ad arrivare la smentita da parte dell’accusato. Mastella, dopo aver smentito di aver ricevuto finanziamenti per il comune che lui amministra in cambio della ricerca de “responsabili” pronti a sostenere il Premier, ora si trova, a stretto giro, a dover smentire anche l’accusa di tentata “compravendita” mossa da Calenda. L’ex Ministro della Giustizia in una nota ha replicato: “Non ho alcuna titolarità per parlare a nome del PD e tu sei rimasto quello che conoscevo all’epoca del Cis di Nola. Ruolo modesto perché sei moralmente modesto. E sei una persona di uno squallore umano incredibile”. Il sindaco beneventano – che pure ha recentemente ammesso che il Governo lo cerca perché gli servono i numeri – ha spiegato che la sua telefonata a Carlo Calenda è stata fatta per appurare se Azione sostenesse o no Matteo Renzi. Alla risposta negativa di Calenda ha proseguito chiedendo se, allora, sostenesse il PD al ché il leader di Azione ha risposto che deve ancora valutare.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui