Il Partito Democratico, per evitare nuove elezioni in un momento ritenuto troppo critico per l’Italia, si schiera nel duello Renzi-Conte e sceglie di sostenere il Premier.
Un Presidente del Consiglio che, da quasi un anno, va avanti a suon di Dpcm scavalcando il Parlamento, iniziava a stare stretto a tutti: tanto ai Cinque Stelle che da sempre lo hanno sostenuto, quanto ai Dem. Se poi si aggiunge il fatto di non aver mai assunto del tutto il ruolo di garante di una Maggioranza scissa un giorno sì e l’altro anche praticamente su tutto, il quadro era completo e la figura dell’avvocato del popolo Giuseppe Conte iniziava ad avere contorni sempre più sfumati e meno certi. Tant’è vero che il leader del PD Nicola Zingaretti, nel vertice dei leader di Maggioranza tenutosi lo scorso 5 novembre, si era in qualche modo accordato con l’ex capo pentastellato Luigi Di Maio e il numero uno di Italia Viva Matteo Renzi, per mettere alle strette il Premier. Secondo i piani dei era urgente l’approvazione del Bilancio in Parlamento, il varo di un Recovery Plan rivisto e corretto, un nuovo patto di Governo e il cambio radicale della squadra.
Ma da allora tutto – o quasi – è cambiato e Matteo Renzi ha iniziato ad alzare l’asticella delle richieste di giorno in giorno. E a tirare troppo la corda si rischia di spezzarla. Perché nuove elezioni ora – con una terza ondata alle porte, ristoratori e commercianti messi in ginocchio dai lockdown voluti dal Governo, disoccupati finiti nelle mani degli usurai o ridotti in fila alla Caritas per mangiare – non le vuole nessuno. Non le vogliono i Cinque Stelle che non hanno più i numeri dopo le continue emorragie di deputati e senatori verso altri partiti e il calo vertiginoso dei consensi dal 2018 ad oggi. Non le vuole il PD che può contare sempre meno su una platea di elettori fortemente delusa. Forse non le vorrebbe neppure Matteo Renzi che rischierebbe di passare da 48 a 5 seggi ma si sa, l’ex sindaco di Firenze – in queste settimane – si è rivelato imprevedibile e pronto a tutto per sfidare Conte nella speranza, forse, di tornare a sedere al suo posto.Le ministre di Italia Viva Teresa Bellanova – Agricoltura – ed Elena Bonetti – Pari Opportunità – si sono già dette pronte l’una a passare all’Opposizione e l’altra a dimettersi qualora non venissero accolte in toto le modifiche al Recovery Plan richieste da Iv.
Ed ecco che allora se i Cinque Stelle, pur di non tornare alle urne sarebbero disposti anche ad accettare la renziana Maria Elena Boschi nel Consiglio dei Ministri, il PD ha deciso che l’unica strada è blindare Giuseppe Conte a Palazzo Chigi: “Non c’è alternativa” – ha affermato il Dem Goffredo Bettini. Certo non senza riserve. Ma il rischio da scongiurare al momento è riportare gli italiani al voto.
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