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Se non sei vaccinato non puoi viaggiare. Le compagnie aeree si muovono per far cambiare le regole

Numerose compagnie aree stanno lavorando alla creazione di un passaporto sanitario digitale per garantire la sicurezza sui voli nei prossimi mesi.

Alberto Pizzoli/Getty Images

La pandemia di Coronavirus che ha funestato questo 2020 è destinata a cambiare radicalmente molte abitudini. E se alcuni aspetti delle nostre vite potranno tornare alla “normalità” quando il virus sarà sotto controllo, altri sono destinati a modificarsi in modo permanente. Sono sempre più numerose le compagnie aeree e di trasporti che pensano di introdurre un passaporto sanitario digitale che contenga l’esito negativo di un tampone o l’avvenuta vaccinazione del viaggiatore. Almeno dieci le compagnie hanno già avviato la sperimentazione del passaporto, nonostante le numerose incognite che riguardano, oltre che l’efficacia di una simile misura, anche aspetti relativi alla privacy. Si tratta fino a questo momento di iniziative prese dalle aviolinee, mentre nessun Governo ha mosso passi concreti in questa direzione.

I progetti di passaporto sanitario sono quattro,  basati su uno stesso meccanismo che prevede come primo passo la necessità di scaricare una app sul proprio smartphone. Completata l’iscrizione, si inseriscono i propri dati sanitari, così da permettere alla clinica dove si è effettuato il tampone di caricare l’esito del test con numeri identificativi, indirizzo della struttura e tipologia di screening o di consentire all’autorità sanitaria competente di certificare che il passeggero è stato sottoposto a vaccinazione. Arrivati in aeroporto sarà necessario mostrare la schermata relativa ai dati sanitari.

Il primo progetto di questo tipo è stato sviluppato da Common Project Foundation e dal World Economic Forum e prende il nome di CommonPass. A questo hanno aderito United Airlines, Cathay Pacific, JetBlue, Lufthansa, Swiss International Airlines, Virgin Atlantic – e alcune di queste lo hanno già sperimentato su alcune tratte internazionali. Altre provvederanno a farlo già nelle prossime settimane. Anche Airport Council International, l’associazione che rappresenta duemila aeroporti nel mondo, ha preso parte alla sperimentazione.

Funzionamento simile per Travel Pass, un sistema di verifica sanitaria studiato dalla Iata – la principale associazione internazionale delle compagnie aeree, adottato da Singapore Airlines. L’obiettivo di questo progetto è fornire un sistema di certificazione che sia riconosciuto da tutti i paesi, creando un collegamento tra vettori aerei, Governi e singoli passeggeri. Nell’applicazione il viaggiatore potrà controllare i requisiti per accedere al Paese di destinazione e consultare l’elenco di laboratori accreditati dove potersi sottoporre a tamponi e ottenere, in caso di esito negativo, il nulla osta alla partenza.

Digital Health Pass è invece una piattaforma messa a punto da Ibm e pensata, oltre che per le compagnie aeree, per tutte quelle società che organizzano eventi sportivi, concerti e iniziative che prevedano un grande afflusso di pubblico. Il sistema prevede che tutte le informazioni relative al proprio profilo sanitario affluiscano sullo smartphone così da poter essere esibite all’occorrenza.

Infine AOKpass, app sviluppata dalla Camera di Commercio Internazionale e destinata an alle aziende. L’applicazione è in grado d archiviare una copia digitale autenticata della propria cartella medica “fruibile esclusivamente dal soggetto intestatario”, in modo che questi possa all’occorrenza mostrarla prima di imbarcarsi su un volo.

Non mancano dubbi e perplessità rispetto a questo tipo di iniziative: manca attualmente un accordo internazionale che riconosca legittimità e attendibilità di queste applicazioni. E senza un coordinamento internazionale l’efficacia di queste iniziative sarebbe compromessa. C’è inoltre il rischio di discriminazione perché campagna vaccinale non procederà in modo uniforme in tutto il mondo.  Infine c’è il fattore anagrafico: quasi tutti gli Stati stanno procedendo alle vaccinazioni sulla base di fasce derivanti dall’età, cominciando dai più anziani. In questo modo i giovani sarebbero impossibilitati a spostarsi perché sprovvisti di passaporto sanitario.

 

Pubblicato da
Lorenzo Palmisciano

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