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Cronaca

Madre e figlio muoiono nelle acque gelide del fiume Adige

Madre e figlio sono morti in un incidente stradale a Rovereto, in provincia di Trento. La donna, alla guida di un’Alfa Romeo Giulietta, avrebbe operato una manovra sbagliata che ha portato la vettura a precipitare nelle acque del fiume Adige. 

Una madre e un figlio sono morti insieme cadendo con la loro auto nel fiume Adige. La tragedia, verificatasi mercoledì, è avvenuta a Rovereto, in Provincia di Trento, dove i due – la donna di 67 e anni ed il figlio di 27 – avrebbero perso il controllo dell’Alfa Romeo Giulietta sulla quale viaggiavano e, finendo nelle gelide acque del fiume, hanno perso la vita. Le generalità delle due vittime non sono state rese note, ma entrambi risultavano residenti nel comune trentino dove è avvenuto l’incidente.

Le prime ipotesi formulate dagli agenti di polizia locale e dai carabinieri accorsi sul posto parlano di una possibile manovra sbagliata da parte della signora – che era alla guida del mezzo – che avrebbe condotto l’auto nel fiume. Particolarmente complesse le operazioni per recuperare la macchina dei due dal letto del fiume Adige, tanto da richiedere un giorno intero di lavoro, a causa della posizione in cui l’Alfa era finita. Una volta localizzata – su segnalazione di alcuni testimoni che l’avevano vista finire nell’acqua – è stata faticosamente riportata a riva e, solo a quel punto, sono stati tragicamente scoperti i due corpi senza vita all’interno dell’abitacolo.

La prima telefonata, arrivata al 112, raccontava di una vettura bianca che si era inabissata nel fiume all’altezza dell’unico varco aperto  – due metri in cui il corso d’acqua non è protetto da guard rail – in prossimità dell’ex azienda Monopoli, sulla stradina sotto il ponte di Sacco che conduce a Marano di Isera.

La dinamica dell’incidente rimane da chiarire: sulle rive del fiume sono state trovate diverse tracce di paraurti in vernice bianca, perfettamente compatibili con l’Alfa Giulietta su cui viaggiavano madre e figlio. L’auto, osservando una foto scattata da testimoni della tragedia, è precipitata nel fiume Adige in un punto in cui il corso d’acqua raggiunge una profondità di 10 metri, elemento che ha reso ancor più complesse le ricerche: il mezzo, inabissatosi, non era visibile ai ricercatori, che sono riusciti a rintracciarlo soltanto la mattina successiva al drammatico incidente.

 

 

Pubblicato da
Lorenzo Palmisciano

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