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Cronaca

Covid, 261 morti nelle ultime 24 ore. I parenti di 500 vittime chiedono 100 milioni di risarcimento

Oltre 500 parenti di vittime di Covid chiedono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero della Salute ed alla Regione Lombardia un risarcimento danni di 100 milioni di euro per gli errori commessi nella gestione della pandemia di Covid-19. Flessione nei decessi secondo l’ultimo bollettino del Ministero.

Giuseppe Conte/Olivier Hoslet, Getty Images

L’emergenza Covid in Italia secondo il bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute: 81.285 tamponi nelle ultime 24 ore, con 10.407 nuovi casi – il tasso di positività sale risale al 12,8%. Le vittime nelle ultime 24 ore sono 261. Ieri i nuovi casi sono stati 19.037 con 152.334 tamponi, le vittime 459.

In totale da inizio epidemia i casi sono arrivati a 2.038.759, le vittime sono 71.620. I positivi sono 580.941 con un incremento di 1.055 nuovi casi, i dimessi e guariti sono 1.386.198 – con un incremento di 9.089 casi; in isolamento domiciliare ci sono persone 555.055 persone con un incremento di 1.155 casi.

Le famiglie contro Palazzo Chigi

E sono oltre 500 i familiari di vittime di Covid che hanno depositato presso il Tribunale di Roma un atto di citazione che – chiamando in causa la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Salute e la Regione Lombardia – coinvolgerà le istituzioni per gli errori commessi e l’impreparazione mostrata nelle fasi di gestione dell’epidemia, in particolare quando – tra febbraio e marzo – la circolazione del virus ha cominciato ad essere particolarmente consistente nel nostro Paese.

La maggior parte delle famiglie che hanno aderito a questa iniziativa giudiziaria sono residente proprio nelle aree maggiormente colpite dal Covid nel corso della prima ondata -Bergamo, Brescia, Milano, Monza e Brianza, Como, Varese, Cremona, Lodi, ma anche Roma, Matera, Palermo, Torino o Ravenna – e sono quasi tutte supportate dal comitato “Noi denunceremo – Verità e Giustizia per le vittime del Covid-19“. L’atto di citazione che verrà depositato oggi segue gli esposti già presentati nei mesi scorsi presso la Procura della Repubblica di Bergamo

La presentazione di quest’atto, che non ha valenza penale ma riguarda il campo civile, è unita alla richiesta di un risarcimento danni del valore complessivo di 100 milioni di euro e suddivisi attraverso calcoli precisi per ogni famiglia. Secondo i parenti delle vittime, le istituzioni hanno svolto un ruolo decisivo, dimostrando un alto grado di impreparazione e denunciando con colpevole ritardo lo stato di emergenza in cui la situazione sanitaria del nostro Paese si trovava. Inoltre, sempre secondo quanto contenuto nell’atto di citazione, il Governo non avrebbe seguito a dovere le indicazioni ricevute dal Comitato tecnico scientifico.

E proprio alcuni dei report del Cts compaiono tra la grandissima quantità di documenti presentati a supporto dell’atto di citazione. A questi si aggiunge lo studio condotto dall’ex generale Pierpaolo Lunelli a proposito dei piani pandemici nazionali, che dimostra come il nostro Paese non disponesse – nel momento in cui, all’inizio del 2020, l’emergenza è divampata – di un piano pandemico aggiornato, come recentemente confermato anche dal viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri – deciso ad ottenere le dimissioni del segretario generale del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco. Allegato all’atto di citazione anche un report pubblicato il 13 maggio 2020 dai ricercatori dell’Ufficio europeo dell’Oms per gli investimenti per la salute e lo sviluppo, che ha sede a Venezia, riferito alla gestione dell’epidemia da parte delle autorità italiane.

Un documento durissimo, in cui gli scienziati spiegano le ragioni per cui l’Italia – trovandosi ad essere il primo Paese europeo ad affrontare la diffusione del virus sul proprio territorio – avrebbe gestito in maniera sciagurata l’emergenza, commettendo una serie di gravi errori. Il rapporto, dal titolo An unprecedented challenge; Italy’s first response to COVID-19 – Una sfida senza precedenti. La prima risposta dell’Italia al Covid-19 – è però rimasto disponibile sul web appena 24 ore: dopo un giorno dalla sua pubblicazione, infatti, il documento è misteriosamente scomparso. Alla luce di queste circostanze, la Procura di Bergamo ha deciso nelle scorse settimane di convocare per una testimonianza i funzionari dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Pochi giorni fa, nel corso di un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, il capo della Procura di Bergamo Antonio Chiappani aveva confermato che l’Italia, all’inizio della pandemia, disponeva esclusivamente di un piano pandemico risalente al 2017 e, per giunta, riferito all’influenza stagionale. Come se non bastasse, Chiappani ha spiegato che questo piano aveva “molte parti identiche” ad un precedente piano – datato 2006 e redatto subito dopo la fine dell’epidemia di Sars – e che conteneva “delle irregolarità“.
Una mancanza gravissima, sulla quale sarà indispensabile fare chiarezza ed accertare le responsabilità. Nei giorni scorsi Sileri aveva accusato i dirigenti del proprio Ministero, sostenendo che il mancato aggiornamento dei piani pandemici avrebbe fatto sì che medici e infermieri siano stati “mandati a morire“. Un’opinione simile a quella di Lunelli, convinto che realizzazione di un piano pandemico aggiornato alle linee guida emesse dall’Oms nel 2013 e nel 2017 avrebbe permesso di salvare una cifra vicina alle diecimila vite.

 

Pubblicato da
Lorenzo Palmisciano

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