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Politica

Niente task force sul Recovery Fund, il premier Conte cede per restare a Palazzo Chigi

Il Ministro dell’agricoltura di Italia Viva Teresa Bellanova si dice soddisfatta per le trattative con il premier Conte. Ma la task force è stata richiesta da Bruxelles. 

Teresa Bellanova Facebook

La trattativa tra Italia Viva ed il Governo del Premier Giuseppe Conte in merito al Recovery Fund è andata a buon fine secondo il Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova che – unitamente ad altri deputati del partito – si è confrontata per due ore con il premier nel corso della giornata odierna, soprattutto in merito alla questione della Task Force che il Presidente del Consiglio intende allestire per la gestione del denaro del fondo monetario europeo. Tale organo istituzionale è stato ritenuto – non solo da Italia Viva ma anche da altri partiti – uno spreco di denaro inutile nel migliore dei casi e un tentativo di accentrare il potere su Conte nel peggiore: per questo motivo, nel corso della trattativa, i toni non sono stati sempre cordiali. Secondo quando trapela in queste ore, nel corso del vertice Italia Viva ha accusato più volte il premier di ipocrisia, soprattutto quando Conte ha affermato di essere stato frainteso e di non aver mai voluto imporre la famigerata task force senza prima confrontarsi con il Parlamento. Il premier si è visto a sua volta chiudere una porta in faccia quando ha chiesto dove fossero le proposte di Italia Viva in merito al fondo europeo: “Siamo impegnati con la legge di bilancio”, è stata la risposta.

Tra gli esponenti del partito renziano che hanno maggiormente contestato questa misura, oltre a Bellanova, ci sono lo stesso Matteo Renzi – forte oppositore della governance proposta da Conte – e il capogruppo Elena Boschi che ha partecipato in prima persona alla riunione. Al termine dell’incontro, Bellanova si è detta soddisfatta, annunciando che il confronto ha consentito alle due parti di riavvicinarsi: “Finalmente Conte ha preso atto che le proposte di IV sono assolutamente positive e la task force, nel testo del Recovery che ci è stato mandato ieri sera, non c’è più”, annuncia il ministro, definendo questa risoluzione un passo avanti. Tuttavia, la situazione è più complicata di quanto traspare: a volere l’istituzione di una task force che controlli le spese legate al Recovery Fund infatti sarebbe proprio Bruxelles. Almeno, a detta del premier che afferma: “Occorrerà una riflessione ampia e condivisa. È chiaro che avremo bisogno di qualche strumento, che ci assicurerà innanzitutto un monitoraggio. Ce lo chiede l’UE, che vuole un monitoraggio puntale, concentrato, centralizzato”, insiste il Presidente, aggiungendo però che la creazione di tale organo non deve collidere con i poteri del Parlamento e che l’argomento sarà affrontato assieme agli altri partiti alla Maggioranza. “Mi dispiace che il dibattito pubblico abbia creato tale polverone. I ministeri, le regioni, i sindaci sono e rimarranno soggetti attuatori“, conclude il premier, promettendo che l’argomento sarà approfondito nelle sedi predisposte. Il Partito Democratico ha accolto positivamente il vertice tra Conte e i renziano, aggiungendo però che la questione non è ancora risolta: “La questione della governance del Recovery non può essere accantonata e per il Pd, che chiede chiarezza su questo aspetto, è corretto impostarla nella forma della sussidiarietà ma non della sostituzione alle prerogative dell’amministrazione centrale”, recita il comunicato che arriva dal partito. L’ipotesi di una task force dunque non è ancora accantonata.

 

Pubblicato da
Manfredi Falcetta

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