L’ex Premier Matteo Renzi sembra puntare dritto alla sostituzione dell’attuale primo ministro Giuseppe Conte. Ma nuove elezioni metterebbero a tappeto il suo partito che rischierebbe di scomparire dalla scena politica.
L’ex Premier – e attuale leader di Italia Viva – Matteo Renzi non cede e prosegue nel suo braccio di ferro contro il premier Giuseppe Conte. Il terreno di scontro, questa volta, è la gestione dei fondi del Recovery Fund che il Presidente del Consiglio vorrebbe affidare a 300 tecnici i quali dovrebbero rendere conto direttamente a lui scavalcando il Parlamento. insiste. Intervistato dalla Stampa, l’ex sindaco di Firenze ha dichiarato: “Italia Viva è un piccolo partito, ma noi siamo decisivi per il governo. Se Conte vuole pieni poteri come aveva chiesto Salvini, io dico di no. E in quel caso ritireremo il sostegno al Governo“. Il suo obiettivo sembrano essere nuove elezioni con le quali, spera – e conta – di sostituire il Presidente del Consiglio Conte. “In Italia, il sistema prevede che il Presidente della Repubblica debba verificare se in Parlamento ci sono i numeri per formare un altro governo. E se si trovano, è fatta. Altrimenti si va al voto”.
Ma i numeri sembrano dire tutt’altro e da nuove – ipotetiche – elezioni Renzi non ne uscirebbe vincitore. Anzi: forse proprio non ne uscirebbe. Stando ai sondaggi Italia Viva viene data sotto al 3%. Ciò significa che in caso di urne i seggi per i renziani passerebbero dagli attuali 48 a 5: quasi decimati. E anche per ottenere quei miseri 5, con l’attuale legge elettorale, Italia Viva dovrebbe comunque allearsi con un partito più grande che, quasi sicuramente, sarebbe il Partito Democratico. Ma tra Renzi e i Dem non corre buon sangue, ormai da tempo. Senza contare che con la riforma del taglio dei parlamentari – fortemente spinta dal Movimento Cinque Stelle – i renziani verrebbero ridotti di circa il 90%. E conti alla mano, che dire dei 2,5 milioni di euro che Italia Viva incassa grazie ai rimborsi ai gruppi dei suoi 30 deputati e 18 senatori oltre ai posti negli staff di due ministri e sottosegretari? Una liquidità essenziale alla sopravvivenza stessa del partito che, ormai, non può più contare sulla fondazione Open, finita sotto inchiesta e ormai chiusa da tempo. Ed è in questo panorama che i parlamentari di Italia Viva si oppongono al loro leader che vorrebbe correre verso nuove elezioni: “Se andiamo a nuove elezioni scompariamo, non tiriamo troppo la corda” – si vocifera tra i banchi di Italia Viva. E alcuni mettono in guardia l’ex Premier sul rischo di aprire una crisi proprio ora, quando l’emergenza Covid è ancora forte: “Aprire una crisi al buio, mentre la pandemia di Covid fa centinaia di morti al giorno, non è coraggio ma spregiudicatezza“. Forse il vero braccio di ferro Renzi non lo farà con Conte ma proprio con i suoi parlamentari.
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