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Cronaca

“Mandami altre foto o dico tutto ai superiori”, una donna Carabiniere è stata ricattata così

Una giovane donna Carabiniere di Torino vittima di revenge porn: adescata da un uomo che si fingeva un collega, si è sentita rivolgere pesanti minacce legate al lavoro.

Tiziana Fabi/Getty Images

Si sono conosciuti online e quando lei si è detta stufa della relazione a distanza, lui l’ha minacciata di mandare le foto osé ai suoi colleghi e superiori. E’ successo ad una giovane donna Carabiniere di Torino, solo l’ultima vittima del cosiddetto revenge porn, un fenomeno che consiste nel diffondere scatti privati del partner sui social o in generale con terze persone con l’intento di denigrare la persona vittima dell’atto. In questo caso però, si può dire che l’aspirante ricattatore ha trovato pane per i suoi denti perchè la vittima lo ha denunciato e trascinato in tribunale, dove ora fronteggerà una denuncia per violenza sessuale. Tutto è iniziato nel 2005, ben prima che la ragazza – allora 19enne – entrasse nell’Arma dei Carabinieri. Fingendosi proprio un militare di 21 anni, l’uomo – in realtà molto più anziano – ha conquistato la fiducia della ragazza, chiedendo foto private che gli sono state recapitate tramite social network. Quando però nel 2010 la giovane è diventata un Carabiniere e ha deciso di terminare quella relazione a distanza, sono iniziate le minacce di revenge porn: “Ti sputtano, se non mi mandi altre immagini di te nuda. Voglio vedere anche la faccia“, le scrive l’uomo dopo aver prepotentemente dichiarato che la relazione sarebbe finita solo quando fosse stato lui a deciderlo.

La ragazza però, ora nell’Arma, invece di accettare passivamente la violenza ha deciso di parlare con dei colleghi che l’hanno convinta a denunciare: i superiori hanno mantenuto in servizio la giovane che adesso testimonierà al processo contro l’uomo, un 57enne che oltre ad essere accusato di violenza sessuale per aver tentato di costringere la vittima a praticare atti sessuali senza consenso, è anche reo di essersi finto un militare e di aver minacciato la ragazza. Uno dei suoi messaggi più preoccupanti infatti recitava: “Ti tengo sotto controllo, conosco i tuoi spostamenti”Il revenge porn è un fenomeno molto diffuso al giorno d’oggi: basti pensare al recente episodio – avvenuto sempre a Torino – che ha coinvolto una maestra d’asilo, licenziata dopo che la madre di un bambino aveva informato il preside della scuola in cui lavorava dell’esistenza di un suo video privato. In questo caso però, il carnefice non l’ha spuntata.

Pubblicato da
Manfredi Falcetta

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