Il virologo Fabrizio Pregliasco si dice preoccupato per le troppe libertà concesse dal nuovo Dpcm di Palazzo Chigi.
Dal 4 dicembre 2020 fino al 15 gennaio 2021 sarà in vigore il cosiddetto “Dpcm Natale“, illustrato in diretta televisiva dal Premier Giuseppe Conte nella serata di giovedì 3 dicembre. Il decreto conferma il coprifuoco dalle ore 22 fino alle ore 5 del mattino ad eccezione della notte di San Silvestro, o Capodanno che dir si voglia. In quell’occasione, infatti, il coprifuoco inizierà alle 22 del 31 dicembre per terminare alle ore 7 dell’1 gennaio. Confermato anche il divieto di spostarsi da una regione all’altra dal 21 dicembre al 6 gennaio se non per comprovate esigenze di salute o lavoro. Chiusi gli impianti sciistici e ristoranti aperti per il pranzo di Natale, Santo Stefano ed Epifania ma con il limite di sole 4 persone al tavolo e solo conviventi. Misure che a molti potrebbero sembrare rigide.
Ma non al virologo di Milano Fabrizio Pregliasco che, anzi, definisce il nuovo Dpcm “liberale”. Pregliasco, da sempre rappresenta l’ala più cauta all’interno del panorama degli esperti che ci siamo abituati a conoscere nel corso di questi mesi. Favorevole all’obbligo del vaccino anti Covid che lui stesso intende fare in diretta televisiva per dare il buon esempio e convincere la popolazione a vaccinarsi, il medico si dice anche piuttosto certo di una terza ondata di Covid la cui intensità, però, dipenderà in larga misura dai nostri comportamenti. Il virologo – che è anche consulente scientifico del Pio Albergo Trivulzio di Milano – si è espresso così proprio in merito alla riapertura delle Rsa per le visite ai parenti agli anziani ospiti della struttura: “Le liberalità che ci vengono concesse dal nuovo Dpcm vanno usate con parsimonia per evitare che si ripeta quanto successo la scorsa estate. L’intensità della terza ondata – che è possibile anzi probabile – dipenderà moltissimo dai nostri comportamenti perchè ogni occasione di contatto facilita la diffusione di questo virus”.
Tuttavia vietare le visite anche durante le feste significherebbe condannare gli anziani a trascorrere da soli anche il periodo natalizio che, da sempre, è sinonimo di unione familiare. Lo stesso Pregliasco, che mette in guardia dalle “liberalità concesse dal Dpcm” per le visite agli anziani, si è dichiarato però favorevole alla proposta del governatore lombardo Attilio Fontana di consentire gli spostamenti tra i comuni durante le feste, cioè 25 e 26 dicembre e primo gennaio.
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