Conte ignora le proteste di piazza: “Queste misure non sono in discussione”

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Money

 Mentre le proteste di piazza continuano ad animare molte città italiane, il Premier Giuseppe Conte assicura “soldi certi e rapidi” a chi viene penalizzato dalle nuove misure. 

Le proteste dilagano, le piazze italiane si riempiono di manifestanti e da Palermo a Milano il bersaglio del malcontento è sempre lo stesso: il Dpcm varato domenica scorsa dal Governo. Il rovescio della medaglia, però, parla di una curva dei contagi in costante crescita, di una pressione sempre maggiore sul sistema sanitario, per cui il rischio di saturazione torna ad essere una drammatica probabilità. Nonostante le forti pressioni provenienti dalle piazze il Premier Giuseppe Conte  fa valere per ora la linea della fermezza: “Queste misure non sono in discussione”. Il Presidente del Consiglio  si sofferma sulle ragioni alla base delle misure di contenimento volute dal Governo. “Puntiamo a ridurre momenti di incontri e soprattutto l’afflusso nei mezzi di trasporto“- ha precisato per motivare il ritorno alla didattica a distanza e la raccomandazione all’utilizzo dello smart working. Il Premier evidenzia l’impossibilità di intervenire rapidamente attraverso l’acquisto di nuovi mezzi e l’assunzione di nuovo personale per il trasporto pubblico, sottolineando l’urgenza di decongestionare il sistema.

Conte si rivolge, in particolare, alle forze politiche che sostengono l’Esecutivo, e che “non dovrebbero soffiare sul fuoco del malessere sociale per qualche percentuale di consenso nei sondaggi“. Chiaro il riferimento a Matteo Renzi , leader di Italia Viva, che da ieri ha ripreso il tam tam con cui invita il Governo a riaprire, sostanzialmente, tutte le attività. Secondo i renziani, la strategia vincente sarebbe quella di imporre meno chiusure, aumentando il tracciamento dei contagi. Secondo il senatore toscano sarebbe stato addirittura il Cts a sconsigliare una misura come quella adottata dal Governo. Il rischio – secondo Renzi –  sarebbe quello che la chiusura dei locali possa favorire assembramenti all’interno delle case, dove nessun controllo potrà arrivare.

Ma il Premier non cede, ripetendo che la priorità, adesso, è “mettere il paese in sicurezza” e scongiurare il rischio che il sistema sanitario “non sia in grado di garantire cure e ricoveri adeguati“. Parallelamente, continua Conte, è fondamentale “preservare il tessuto economico e produttivo“. La promessa del Premier è che il decreto in arrivo nella giornata di oggi conterrà importanti risorse per “colmare le perdite dovute alle chiusure. Soldi certi e rapidi“. Gli interventi economici dovrebbero essere destinati a tutte le aziende, le partite IVA e gli esercizi pubblici oggetto delle restrizioni contenute nel nuovo Dpcm, per un totale che il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha stimato in circa 350.000 attività. Nell’elenco compaiono quindi tutte le realtà collegate al mondo della ristorazione – ristoranti, gelaterie, pub, bar, pasticcerie – oltre ai luoghi di intrattenimento e cultura come teatri, cinema e discoteche. Previsti sussidi, inoltre, anche per sale giochi, piscine, palestre e impianti sciistici. Probabile che nel Decreto Ristoro vengano anche previsti aiuti per attori, società di noleggio legate al mondo dello spettacolo e degli eventi, aziende di gestione delle biglietterie, tassisti.

Il Dpcm divide il Governo: Zingaretti attacca Renzi

A frenare le smanie dell’ex Premier interviene anche il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, che attacca: “Non sono mai stati seri quel partiti che la sera siedono ai tavoli per prendere decisioni e la mattina dopo organizzano l’opposizione“. Un comportamento, quello di Renzi, che il leader democratico definisce “eticamente intollerabile“. Ma se da una parte Zingaretti prova a compattare il Governo, dall’altra torna a mettere pressione a Conte, invocando entro 30 giorni una svolta su “risarcimenti, progetti concreti per il Recovery Fund e riforme“.

Intanto, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si appella alla responsabilità di cittadini e forze politiche: “Il nemico è il virus, non lo dobbiamo dimenticare“, afferma il Capo dello Stato, invitando le istituzioni alla massima solidarietà e collaborazione e chiedendo alla cittadinanza di “credere nella scienza e non nelle fake news“. Il dialogo tra Governo e Opposizione, tuttavia, rimane un miraggio. Salvini ancora ieri, manifestando con i commercianti davanti a Montecitorio, è proponeva l’istituzione di un Comitato Tecnico Scientifico alternativo a quello che coadiuva l’Esecutivo – di cui la Lega non si fida – e annuncia l’imminente ricorso al Tar, da parte dei sindaci leghisti, contro il Dpcm. Obiettivo: fermare le nuove restrizioni. Una posizione sostanzialmente analoga a quella di Renzi, tanto che il leader leghista tenta di smascherare un eventuale bluff dell’ex Premier invitandolo a “passare dalle parole ai fatti“.

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