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Politica

Negozi chiusi e coprifuoco, la protesta dilaga in Italia. De Luca: “Il disagio sociale non c’entra”

Le proteste, cominciate venerdì sera a Napoli, si diffondono ora in tutta Italia: da Palermo a Milano, lavoratori e proprietari dei settori colpiti dal Dpcm contestano le decisioni del Governo. Intanto il Governatore della Campania De Luca torna ad attaccare i manifestanti. 

Stavolta è diverso. Se a marzo, di fronte al dilagare dei contagi da coronavirus, le misure di contenimento adottate vennero vissute dalla gran parte della popolazione come un inevitabile sacrificio, oggi il quadro è radicalmente mutato. Da Palermo a Milano, la miccia accesa dagli scontri di venerdì sera a Napoli è bruciata in fretta in tutto il paese: le proteste, ora, sono dappertutto.

La presentazione che il Premer Giuseppe Conte ha fatto, ieri a ora di pranzo, dei nuovi provvedimenti inseriti nel Dpcm appena varato dal Governo, non ha fatto altro che contribuire ulteriormente a scaldare gli animi. Dai gestori delle palestre e delle piscine – chiuse dal nuovo decreto – è stato lanciato un appuntamento per questa mattina, alle 10, davanti a Montecitorio. Ma manifestazioni di dissenso si organizzano ovunque, snodandosi lungo tutta la penisola: da Torino a Roma, passando per Milano, Venezia, Cagliari, Trento e Catanzaro. la Federazione Pubblici Esercizi ha organizzato presidi e sit – in di protesta in 17 città. Paolo Peroli, esponente del Comitato territoriale di Milano, spiega: “Da dicembre non ce la farà più nessuno, la città sarà morta“. Gli fa eco Alberto Allegrini, presidente di Confcommercio Valnerina: “È un disastro assoluto, così siamo costretti a chiudere, forse per sempre“, spiega lui che, da Norcia, ricorda proprio oggi il quarto anniversario del terremoto del 2016.

In Toscana è partito quello che i ristoratori hanno definito “Il Cammino degli Inessenziali“, una marcia che arriverà, nei programmi, a Palazzo Chigi il 4 novembre, giorno della ricorrenza dell’alluvione che devastò Firenze nel 1966.

Un disagio forte, che riunisce diverse categorie da Nord a Sud. Un fuoco su cui in molti sono pronti a soffiare. E’ così per Carlo Bonomi, presidente di Confindustria: l’associazione degli industriali picchia duro sul Governo ormai da qualche settimana, forse proprio in previsione delle nuove misure restrittive e con l’obiettivo di riuscire a ottenere il massimo – come fu in primavera – dai negoziati con l’Esecutivo.

Ma sul fuoco della rabbia soffia anche l’estrema destra, che già dagli scontri di Napoli tenta di intestarsi il patrocinio di piazze che sono invece, evidentemente, ben più composite e variegate.  Forza Nuova, in particolare, cerca la maggiore visibilità possibile, e dopo aver cavalcato l’onda negazionista e no – mask punta ora a proporsi come elemento leader delle proteste di piazza.

Le maggiori tensioni si registrano comunque nel capoluogo campano, dove anche ieri sera diverse centinaia di persone si sono radunate nell’area di Piazza Vanvitelli – nel quartiere Vomero – e in Via Scarlatti per protestare contro il Dpcm dell’Esecutivo e contro le ordinanze volute dal Presidente della Regione Vincenzo De Luca. “Due metri di dissenso, prima sostegno e poi lockdown“, si leggeva sui cartelli dei manifestanti, stremati da un 2020 che è stato drammatico e che ora rischia di peggiorare ulteriormente: per molti il nuovo Dpcm significa chiusura – forse definitiva – delle proprie attività.  Ai gestori di palestre e piscine, si uniscono gli esercenti della ristorazione, per i quali la chiusura imposta alle 18 rappresenta un duro colpo: alcuni vedranno falcidiato il loro giro d’affari; altri, coloro che lavorano in locali a vocazione prettamente serale, saranno addirittura costretti a chiudere del tutto.

Intanto De Luca, intervistato su Rai3 da Fabio Fazio, attacca senza mezzi termini i partecipanti agli scontri di venerdì sera nel centro di Napoli: “C’entrano ben poco con il disagio sociale, con il malessere delle categorie economiche“, ha assicurato il Governatore. “I protagonisti sono tre: pezzi di Camorra, pezzi di antagonisti, pezzi di neofascisti e potremmo anche aggiungere pezzi di…qualcos’altro“, ha proseguito De Luca fornendo una ricostruzione decisamente semplificata della composizione di una piazza alla quale, in fin dei conti, lui stesso ha dato ragione ritirando quel lockdown che aveva annunciato poche ore prima degli scontri. “La Camorra ha interesse ad avere campo libero, perché così può spacciare droga tranquillamente“, ha poi affermato il Governatore.

Parole, quelle di De Luca, che incontrano il dissenso di molti personaggi pubblici. Tra questi Roberto Saviano, profondo conoscitore della realtà partenopea e delle dinamiche camorristiche, che tende ad escludere, in una intervista a Open, che dietro gli scontri di piazza possa esserci la regia della malavita organizzata: “Non penso che ci sia un’organizzazione criminale, i militanti fascisti o gli ultrà dietro la protesta. In realtà, queste sono scorie che si sono agganciate alla disperazione. La situazione è drammatica e scoppia a Napoli perché al Sud si trova la parte del Paese più fragile. Sono finiti i pochi risparmi che si avevano e l’equilibrio non ha retto“, ha detto lo scrittore, secondo cui le rivolte nelle piazze devono essere interpretate in modo più complesso, andando ad analizzare le “ragioni logiche” che sono alla loro base. E la responsabilità, secondo Saviano, è in gran parte della politica: “le casse integrazioni mancano, non ci sono piani per il Sud dove buona parte delle persone lavora a nero, la capacità diagnostica con i tamponi e il tracciamento sono saltati. C’è gente che non può uscire di casa perché non gli viene fatto il secondo tampone… File infinite“. Un quadro sconcertante, tanto al livello regionale quanto a quello nazionale: “Conte, nel suo ultimo discorso, ha semplicemente elencato le cose buone che ha fatto. Di cosa stiamo parlando? La gestione è stata pessima e la situazione è drammatica“, ha detto ancora lo scrittore. “Non si può utilizzare l’eroismo individuale di medici e infermieri per sintetizzare la propria attività politica. No, l’attività politica è stata un disastro, soprattutto un disastro economico“.

Pubblicato da
Lorenzo Palmisciano

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