Campania, la chiusura delle scuole non basta, presto misure più drastiche

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Dopo la protesta per la chiusura totale degli istituti scolastici, il governatore della Regione Campania torna sui suoi passi e riapre la scuola per bambini da 0 a 6 anni. Ma una nuova stretta è attesa a giorni.

La foto del bambino seduto davanti a una scuola a Salerno, con il suo banchetto, e l’ingresso dell’istituto scolastico sbarrato, ha fatto il giro del web. A scattarla è stata una delle mamme che organizzavano una mobilitazione di protesta contro la chiusura delle scuole in Campania, stabilita da un’ordinanza regionale firmata giovedì 15 ottobre dal presidente della Regione Vincenzo De Luca, e valida fino al 30 ottobre. Anche se è difficile immaginare che il bambino sia partito da casa e abbia deciso da solo di mettersi in quella posa così suggestiva – più plausibile pensare che l’immagine sia stata pensata per diventare una sorta di foto simbolo della mobilitazione – lo scatto di certo è stato di effetto. La foto, riporta il Corriere della Sera, è diventata virale. I commenti vanno dal romantico “Un bambino senza scuola è una stretta al cuore”, all’ingenuo “Questo ragazzo ha manifestato la sua ribellione con un fare da adulto”, passando per un più pragmatico “La chiusura delle scuole era necessaria, in ballo c’è la salute. Le proteste non servono”.

Fatto sta che nella serata di ieri De Luca ha fatto, almeno parzialmente, marcia indietro sulla chiusura delle scuole. La decisione è stata presa, informa il Fatto Quotidiano, a seguito delle proteste dei genitori e di quelle dei conducenti degli scuolabus rimasti senza lavoro, e per venire incontro alle richieste dei sindaci, giunte in Regione tramite l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani campana. Il governatore ha così deciso di integrare l’Ordinanza 79/2020 che aveva temporaneamente escluso lezioni in presenza, “nelle more di specifici congedi parentali per i genitori”, consentendo da oggi, “anche in presenza, l’attività delle scuole dell’infanzia: nidi, asili, con bambini di età compresa nella fascia della fascia 0-6 anni”.

La modifica, riporta il Huffington Post, richiesta a gran voce da sindaci e genitori, non si estende però alle altre misure restrittive valide fino al 30 ottobre, che restano in vigore. Confermato quindi il divieto di matrimoni, cresime, comunioni e cortei ai funerali. Mente i runner potranno correre solo di primo mattino, ed è scattato il blocco della mobilità di notte. “Non è più tempo di tolleranza”, ha sostenuto De Luca, preoccupato dai 1.261 nuovi positivi in Campania, un totale di 14.422 tamponi eseguiti l’altro ieri. La tendenza di aumento dei contagi è dunque confermata dai dati, e il governatore ha tenuto una diretta per spiegare le “misure di guerra” che sta mettendo in atto per affrontare la crisi, fornendo anche i numeri dei positivi nelle scuole: sui 450 contagi, tra docenti e alunni, nelle Asl Napoli 1, 2 e 3. Numeri, ha spiegato De Luca, che non fanno ben sperare: “Il problema della scuola non è all’interno degli edifici ma all’esterno con centinaia di ragazzi affollati all’ingresso e all’uscita fondamentalmente incontrollati”. Se i numeri dovessero restare su questo trend, “ogni giorno ci serviranno 30 posti letto in più”, ha fatto sapere. Una delle misure in cantiere per la Regione è il blocco totale delle attività e della mobilità dopo le 22 nell’ultimo fine settimana di ottobre, quello di Halloween, con il quale il governatore se la prende particolarmente: “già si sente parlare di festeggiamenti per questa immensa idiozia, una stupida americanata”. E non è escluso un coprifuoco in tutto il territorio regionale dopo la mezzanotte, che potrebbe scattare da qui a qualche giorno. Per l’approvazione però, la Regione farà un confronto con il ministero dell’Interno, con le forze di polizia “perché se decidiamo questa misura occorre che ci siano controlli e sanzioni rigorose”, ha concluso De Luca.

Fonte: Corriere della Sera, Huffington Post, Il Fatto Quotidiano

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