Si è conclusa la querelle tra l’avvocato Carlo Taormina e Annamaria Franzoni: la villetta di Cogne è stata pignorata.
L’avvocato Carlo Taormina ha vinto contro Annamaria Franzoni e suo marito Stefano Lorenzi. Il Tribunale di Aosta ha permesso il pignoramento della famosa villetta di Montroz, frazione di Cogne, in cui nel 2002 la donna aveva tolto la vita a suo figlio Samuele. Durante il processo per l’omicidio del bambino, in cui la madre era stata assistita da Taormina ed era stata condannata a 16 anni, il legale non è mai stato pagato. Per questo si era rivolto alla Magistratura che negli ultimi giorni, stando a quanto riporta il Corriere della Sera, ha respinto le richieste di sospensione dell’esecuzione immobiliare da parte di Franzoni e Lorenzi. A prendere la decisione è stato il giudice Paolo De Paola. La querelle tra Franzoni, Lorenzi e Taormina era nata dalla sentenza civile passata in giudicato a Bologna. Per il Tribunale di Aosta la donna deve al suo ex avvocato oltre 275mila euro per il mancato pagamento degli onorari difensivi, divenuti circa 450mila nell’atto di pignoramento. Come aveva riportato Il Fatto Quotidiano nel dicembre 2019, nei mesi scorsi a Taormina era stato riconosciuto il diritto a essere pagato. Dunque il legale aveva avanzato l’ipotesi di pignorare metà della proprietà immobiliare di Franzoni, l’unico bene aggredibile.
Nel procedimento legale è stato assistito da suo figlio, l’avvocato Giorgio Taormina. Nell’immobile all’interno del quale si era consumato il delitto la donna era tornata per qualche giorno al termine della sua pena, nel 2018, dopo aver scontato gli ultimi anni in detenzione domiciliare ma col divieto di tornare nel comune della Val d’Aosta. Ma attualmente Franzoni non vive più lì: ora è residente sull’Appennino bolognese. Il procedimento di pignoramento le era stato notificato a gennaio 2020 e lei, insieme a suo marito, si era opposta. Tra le altre cose, i due avevano sostenuto che la villetta non fosse pignorabile perché all’interno di un fondo patrimoniale, costituito a maggio 2009. L’argomento, in ogni caso, è stato respinto dal giudice. Non resta che mettere in vendita l’abitazione, nonostante ancora penda un giudizio nel merito, sempre ad Aosta, che il giudice invita a fissare entro il 30 ottobre.
Fonte: Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano
Durante il lockdown del 2020, l'Italia ha riscoperto la potenza della Resistenza e dell'inno partigiano…
Scopri il fascino del grigio-blu, il colore che sussurra invece di gridare. Versatile e moderno,…
Scopri FC 27, un'esperienza di calcio di strada che trasforma la periferia in palcoscenico. Con…
"La Directa", giornale indipendente catalano, rischia sanzioni per aver rivelato l'identità di poliziotti infiltrati, mettendo…
L'articolo racconta la commemorazione annuale della Strage di Bologna del 1980, un momento di memoria…
Scopri come la camicia stile pigiama diventa un capo chiave per l'Estate 2026, offrendo un…