Gli studenti scrivono in ginocchio ma per la consegna di tutti i banchi serve un miracolo. Due milioni e mezzo di banchi monoposto entro il 31 ottobre? E solo con un miracolo, dice Luca Trippetti, responsabile di Assufficio. Tutte le colpe della confusa gestione delle forniture scolastiche.

 

Di miracolo italiano ne conosciamo uno solo, e lo abbiamo lasciato alle spalle una sessantina d’anni fa. Eppure adesso ne avremmo bisogno più che mai di un secondo miracolo, per riuscire a consegnare alle scuole entro il 31 ottobre due milioni e mezzo di banchi monoposto. Per rispettare questa scadenza, dice Repubblica, fissata dal commissario straordinario per la gestione dell’emergenza sanitaria Domenico Arcuri, servirebbero 4 mila camion al giorno, per 44 giorni. Finora sono stati consegnati solo 200 mila banchi in 1.300 scuole. E in alcuni istituti si vede qualche studente che scrive in ginocchio, appoggiato alle sedie. Per Luca Trippetti, responsabile di Assufficio, la sezione di Federlegnoarredo che raggruppa le ditte che stanno lavorando nella produzione e distribuzione dei banchi, è una missione impossibile. “Ogni tir contiene al massimo 500 banchi, dovremmo essere in grado di far uscire dalle fabbriche circa 90 camion al giorno”. Camion che devono arrivare alle città, affrontare il traffico, scaricare e montare i banchi negli istituti. Un miracolo, appunto. Per il quale le aziende non sono ancora attrezzate.

Le responsabilità di questo ritardo non sono da attribuire solo ad Arcuri. Già a fine giugno, quando il Comitato tecnico scientifico aveva stabilito che la ripartenza delle scuole sarebbe avvenuta solo se si potesse garantire il metro di distanza tra gli alunni, è iniziato il dialogo tra il ministero dell’Istruzione e i dirigenti scolastici per capire il fabbisogno di banchi sul territorio. È emerso circa un mese dopo un quadro spaventosamente eterogeneo, che fa pensare a una richiesta gonfiata da parte di alcune Regioni, le quali potrebbero aver colto l’occasione della nuova fornitura per rinnovare l’intero arredo scolastico. Questo spiegherebbe perché nelle sole Regioni di Sicilia, Campania e Lazio finirebbe un terzo di tutti i banchi prodotti, mentre la richiesta di Regioni, come la Valle d’Aosta, il Trentino e l’Emilia Romagna, è stata decisamente più contenuta.

Anche se il vero fabbisogno potrebbe essere ridotto a circa un milione e mezzo di banchi, a fine luglio il ministero dell’Istruzione ha dato il via al commissario per la pubblicazione del bando di gara per la produzione, l’imballaggio, il trasporto, la consegna e il montaggio di 3 milioni di banchi, entro il 31 agosto. Risultato ovviamente irraggiungibile, soprattutto perché le aziende italiane producono 200 mila banchi all’anno. “Ci state chiedendo di fare in due mesi quello che facciamo in dodici anni. Non ce la facciamo”, avevano avvertito i delegati delle aziende del settore ad Arcuri, che non appena ha pubblicato il bando, ha dovuto rettificarlo: prima i criteri di partecipazione, poi i tempi, poi i termini. Finché non si è passato direttamente alla trattativa privata con le aziende che avevano partecipato, per assicurare che rispettassero i criteri stabiliti dalla gara. E infatti due delle aziende sono state escluse, lasciando quindi un buco di 400 mila banchi, che non si sa ancora oggi da chi verranno prodotti. Dagli uffici del Commissario dicono che le risorse basteranno, ma sui tempi di consegna ci sono ancora molte perplessità.

La confusa gestione della vicenda da parte del Ministero dell’Istruzione è una delle motivazioni della mozione di sfiducia che la Lega ha depositato in Senato nei confronti del ministro Lucia Azzolina, informa il Tempo.  Nell’accusa, si indica la “disastrosa gestione della scuola che sta tenendo in tensione famiglie, studenti e personale”, e si attribuisce al ministro la responsabilità di non aver fornito “certezza sul proprio destino a 8 milioni di studenti”. Nell’atto presentato a Palazzo Madama, il partito di Matteo Salvini, in piena campagna elettorale e alle prese con la vicenda dei commercialisti arrestati, accusa inoltre l’Esecutivo di incapacità, e chiede “risposte immediate”. Nel mirino del partito di Destra è finita anche la tesi di laurea di Azzolina. “C’è il dubbio – si legge nella mozione – che abbia commesso reato di plagio e di violazione del diritto d’autore, copiando da opere altrui interi brani sia nella sua tesi per la Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario, discussa all’Università di Pisa nel 2010, sia nelle due tesi di primo e di secondo livello, discusse all’Università di Catania”.

La mozione fa riferimento anche alla carriera del ministro che, come si legge nell’atto, si sarebbe autoassunta a dirigente scolastico. Il Tar – riferisce la Lega – avrebbe annullato l’intera prova del concorso a cui ha partecipato Azzonlina. Sulla vicenda dovrebbe decidere il Consiglio di Stato il prossimo 15 ottobre.

Fonte: Repubblica, il Tempo

Thais Palermo

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