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Politica

Bonus, il presidente Tridico vuole portare in Tribunale chi dubita di lui e dell’INPS

Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico interviene sulla vicenda del bonus di 600 euro chiesto e ottenuto da tre deputati e puntualizza che la questione nulla ha a che vedere con il referendum sul taglio dei parlamentari.

 

Da giorni la scena politica sembra essere stata monopolizzata da un unico argomento: i cinque deputati – 3 in quota Lega, 1 Cinque Stelle e 1 Italia Viva – che hanno fatto richiesta del bonus di 600 destinato alle partite Iva penalizzate dai mesi di lockdown. Di questi cinque, tre – due leghisti e un pentastellato – sono anche riusciti ad ottenerlo. Mentre per quanto riguarda i leghisti si iniziano ad avanzare i primi sospetti, ancora nebbia fitta per quanto riguarda il deputato del Movimento Cinque Stelle. Per quanto siano proprio i Cinque Stelle quelli che – in sintonia con i principi da sempre promossi – esigano la massima trasparenza. E per sottolineare quanto sia stato inopportuno da parte dei parlamentari fare richiesta di un sussidio rivolto ai liberi professionisti in difficoltà, nei giorni scorsi diversi quotidiani hanno riportato gli stipendi percepiti dai politici. Ma perché sottolineare la distanza salariale tra un politico e un normale lavoratore proprio in questo momento? Da sempre – in fondo – tutti i cittadini sanno che deputati, senatori e, talvolta, consiglieri guadagnano tanto. Qualcuno ha iniziato ad avanzare l’ipotesi che far scoppiare lo scandalo del bonus proprio ora sia una strategia politica visto che ci troviamo a poco più di un mese dal referendum sul taglio dei parlamentari. In particolare questa tesi ha iniziato a farsi strada tra le fila di Forza Italia. I parlamentari azzurri Gianfranco Rotondi, Andrea Cangini, Paola Binetti e Lucio Malan – riferisce Il Fatto Quotidiano – qualche giorno fa hanno dichiarato che, secondo loro, la vicenda del bonus è una notizia diffusa per influenzare il voto degli italiani in quanto – stando ai sondaggi – la maggior parte dei cittadini sarebbero propensi a votare “no”.

A smentire questi sospetti è intervenuto il presidente dell’Inps Pasquale Tridico. Tridico – riporta il Corriere della Sera – ha chiarito che non si tratta di un caso politico e che lo scandalo dei “furbetti del bonus” nulla ha a che vedere con il taglio dei parlamentari su cui gli italiani dovranno esprimersi a settembre. “Un caso montato di proposito per lanciare il referendum sul taglio dei parlamentari? Non solo non è vero ma chi lo dice e chi lo scrive, dovrà risponderne in tribunale. Ne va della mia dignità”. Un Tridico furioso, dunque che nega con fermezza ogni suo ipotetico coinvolgimento nel cercare di strumentalizzare la vicenda. Il suo coinvolgimento con i Cinque Stelle non è mai stato un mistero: nel 2018 era stato anche indicato dai grillini come Ministro del Lavoro. Poi le cose hanno preso una direzione diversa e Tridico è a Tridico è stata affidata la presidenza dll’Istituto per la Previdenza Sociale che ora si trova al centro di un’inchiesta interna per capire come mai siano uscite allo scoperto richieste che, seppur inopportune, non hanno violato alcuna legge. Senza contare che il responsabile dell’unità antifrode dell’Inps, Antonello Crudo, aveva informato Tridico già a maggio dei duemila politici – deputati e consiglieri – che avevano richiesto il bonus. Dunque perché far scoppiare la bagarre non subito ma attendere due mesi? E poi bagarre per cosa visto che, secondo l’antifrode, la frode non c’era neppure?

Voci di corridoio mettono in campo anche un’altra ipotesi: Tridico avrebbe potuto far uscire ora la lista dei nomi per recuperare un rapporto – freddato ormai da mesi – con Palazzo Chigi. Il Governo, infatti, vista la gestione non proprio impeccabile della cassa integrazione, aveva iniziato a valutare l’idea di istituire un secondo istituto – parallelo all’Inps – per occuparsi degli ammortizzatori sociali. Il ché avrebbe sicuramente sgravato Tridico di un grosso peso ma, forse, avrebbe fatto vacillare anche il suo “potere”.

Samanta Airoldi

Fonte: Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano

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Samanta Airoldi

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