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Senegalese pestato nella civilissima Toscana. E il figlio implorava di non farlo

In provincia di Grosseto un ragazzo senegalese è stato insultato e picchiato in spiaggia per il colore della pelle. Gli aggressori sono due uomini albanesi.

A Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto, un ragazzo senegalese – riferisce Rainews – è stato insultato e picchiato in spiaggia per il colore della sua pelle. La vittima si chiama Mamady Dabakh Mankara, ha 25 anni ed è residente da 4 anni in Italia. Da circa un anno lavora presso una cooperativa di Grosseto che si occupa di ragazzi disabili. Il ragazzo aveva appena posato il suo telo sotto un gazebo quando un vicino di spiaggia ha iniziato a rivolgergli insulti razzisti e gli ha intimato di andarsene, di  allontanarsi da lui. Dopodiché si è passati alle maniere forti e il 25enne senegalese è stato preso a pugni dal vicino di ombrellone e anche da un secondo uomo. Gli aggressori sono due albanesi contro cui  Mamady sporgerà denuncia nei prossimi giorni.

Stando a quanto raccontato dal ragazzo – spiega il Corriere della Sera – i due uomini albanesi lo avrebbero definito “negro” e appellato con alcune parolacce. Il tutto sarebbe avvenuto sotto gli occhi del figlio di uno dei due aggressori, un bambino di appena 8 anni che cercava di calmare il papà spiegandogli che c’era posto per tutti in spiaggia. Ma il genitore del piccolo  non ha voluto sentire ragioni e dagli insulti è preso passato ai pugni. Alcuni ragazzi italiani presenti al momento dell’aggressione, avrebbero cercato di difendere il senegalese ma senza successo e allora hanno poi chiamato i carabinieri. I carabinieri hanno già aperto un’indagine. Sull’accaduto è intervenuto anche Massimiliano Frascino, presidente della cooperativa  dove il ragazzo lavora: “Lo schema del nemico in chiave razzista attecchisce trasversalmente. In questo caso ci sono due albanesi che si sentono legittimati a utilizzare slogan pericolosi: si è creata una piramide di odio, tra immigrati”. Nonostante l’attuale Governo sostenga d’impegnarsi nella lotta alle discriminazioni, gli episodi di xenofobia continuano ad avere luogo. Di recente il responsabile della Protezione civile di Grado è arrivato a proporre di mettere i migranti in un forno crematorio.

Samanta Airoldi

Fonte: Rainews, Corriere della Sera

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Samanta Airoldi

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