Le conseguenze del Mes: dopo anni di austerity la Grecia ora costretta a rimborsare i pensionati

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Il Consiglio di Stato della Grecia ha stabilito che i tagli sulle pensioni sono incostituzionali. Ma il Paese è in crisi e non ha più soldi.

 

I mesi di lockdown stanno costando cari alla Grecia che ha perso circa il 10% del suo Pil. Il consiglio di stato – riporta Huffington post – ha recentemente bollato come incostituzionali i tagli sulle pensioni del Governo di Alexis Tsipras, effettuati tra il giugno 2015 e il maggio 2016. Pertanto il Governo è stato costretto a provvedere al risarcimento -pari a 1,4 miliardi di euro – da versare sul conto del 20% dei contribuenti del Paese. Tali tagli vennero praticamente imposti dal Meccanismo Europeo di Stabilità per accedere al terzo pacchetto di aiuti del fondo salvastati. Ora i greci tornano a protestare di fronte a quella che ritengono essere l’ennesima prepotenza della Troika, la politica dei creditori europei: “Non c’è molto da girarci intorno, non resteranno soldi per fare nient’altro dopo i risarcimenti” – ha commentato il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, in carica dal 2019 e quindi non  responsabile dei tagli effettuati dai suoi predecessori. Fu infatti Tsipras a negoziare con il Mes andando contro la volontà del popolo e del ministro delle finanze Yanis Varoufakis – che uscì dal Governo – ottenendo si denaro necessario alla Grecia per far fronte alla crisi ma costringendo il Paese a sottostare ad una politica di austerity.

Atene – riporta Europa Today – ha comunicato a Bruxelles che non ritiene necessarie le condizioni associate ai prestiti del Recovery Fund, accettato anche dall’Italia: “Abbiamo un ambizioso piano autonomo che mette transizioni digitali ed economia verde al centro di tutto. Sarà dura ma ce la faremo da soli. La revisione semestrale delle nostre politiche economiche è stata già effettuata, non servono nuove condizioni” – ha dichiarato il primo ministro ellenico. La Grecia dunque si propone di uscire dalla crisi con le sue forze piuttosto che accettare ulteriori prestiti che potrebbero comportare nuove condizioni  come il taglio delle pensioni che adesso costerà caro al Governo. Non è solo il governo greco a pensarla in questo modo: il capo di stato spagnolo Pedro Sanchez ha incontrato il Premier portoghese Antonio Costa – che ha gestito in modo molto efficace la pandemia – per discutere sul futuro delle due nazioni. Spagna e Portogallo stanno valutando l’accettazione dei prestiti messi a disposizione dall’Europa ma, come la Grecia, non intendono sottostare a nuove condizioni troppo severe.

Fonte: Huffington Post, Europatoday

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