L’infettivologo Massimo Galli invita gli italiani a non cedere alla voglia di rilassarsi perché il Covid non si è indebolito e potrebbe attenderci un autunno pieno di spiacevoli sorprese.
I dati del Ministero della Salute in merito alla situazione di oggi ci informano che i casi attualmente positivi sono 12.404, + 82 rispetto a ieri. nelle ultime ventiquattro ore 10 morti che portano il totale a 35.092. Il numero complessivo dei dimessi e dei guariti sale a 197.842, registrando un incremento di 214 persone. I ricoverati sono 713, – 11 rispetto a ieri mentre gli assistiti nelle terapie intensive 49, + 1 da ieri. Ad oggi, in Italia, il totale delle persone che ha contratto il virus è 245.338, +306 rispetto a ieri.
Ancora confusione intorno al Coronavirus. Tra gli esperti continua a regnare il disaccordo. Qualche giorno fa il primario delle Terapie intensive del San Raffaele di Milano, il professor Alberto Zangrillo – che da settimane ripete che, dal punto di vista clinico, il Covid non esiste più – ha sbottato in televisione. Il medico – riporta Il Messaggero – in collegamento con Focus su La7, si è detto stanco di dover ripetere sempre gli stessi concetti senza venir preso sul serio: “Dall’inizio dico quello che osservo e inizio ad averne le p…e piene. Mi aspetto che il Comitato tecnico scientifico dica la verità agli italiani: uscite, andate al ristorante, riprendete a vivere. Altrimenti la società non riparte e Conte, tra due anni, se ci sarà ancora, dovrà chiederne 800 di miliardi”.
Alle affermazioni di Zangrillo non ha tardato a rispondere un altro nome illustre, l’infettivologo Massimo Galli, primario di un altro ospedale milanese, il Sacco. Galli – intervistato da La Stampa – ha sostenuto l’esatto opposto del suo collega prospettando un autunno tutt’altro che tranquillo: “Non so cosa potrebbe succedere ma dobbiamo essere preparati a qualunque evenienza. Temo sia stato detto troppo a favore di una certa rilassatezza”. Secondo l’infettivologo il virus non ha affatto perso la sua carica virale e tutti questi nuovi focolai, seguiti alla riapertura del Paese, ne sono la prova. Lo scienziato non esclude l’esistenza di un secondo ceppo virale – scoperto in un uomo di Padova – diverso da quello tedesco ma sostiene che questo sia comunque meno aggressivo rispetto a quello proveniente dalla Germania e che ha causato la gran parte dei decessi nel nostro Paese.
Samanta Airoldi
Fonte: Il Messaggero, La Stampa, Ministero della Salute
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