Fa un bel balzo in avanti la corsa verso il vaccino contro il Coronavirus: tre vaccini sono pronti ad entrare nella fase 3 della sperimentazione.
I dati del Ministero della Salute in merito alla situazione di oggi ci informano che i casi attualmente positivi scendono a 12.404 registrando una decrescita di 36 persone. Nelle ultime ventiquattro ore 13 morti che portano il totale a 35.058. Il numero complessivo dei dimessi e dei guariti sale a 197.162 segnando un aumento di 213 unità. I ricoverati sono 745, + 2 rispetto a ieri mentre nelle terapie intensive 47 assistiti, – 2 rispetto a ieri. Ad oggi, in Italia, il totale delle persone che ha contratto il virus è 244.624, + 190 rispetto a ieri.
Mentre non si arrestano gli arrivi di migranti positivi, buone notizie arrivano dalla Gran Bretagna: il vaccino dell’Università di Oxford – che collabora con AstraZeneca – ha raggiunto la terza e ultima fase della sperimentazione. Al momento sono 160 i vaccini in sperimentazione di cui 23 si stanno testando sull’uomo. Ma soltanto tre il prossimo 27 luglio entreranno nella tanto attesa ultima fase. L’obiettivo è completare entro ottobre i test su 30.000 persone in modo da avere il vaccino pronto per il commercio già a inizio 2021. Il vaccino messo a punto dallo Jenner Institute della Oxford University – spiega Il Fatto Quotidiano – si è rivelato molto promettente nelle prime due fasi e gli effetti collaterali riportati dai volontari sottoposti alla sperimentazione, sono risultati essere tutti accettabili. Il farmaco ha indotto una forte risposta immunitaria e anticorporale nei pazienti testati fino al 56/mo giorno della sperimentazione. Nelle prime due fasi sono stati coinvolti 1077 adulti sani e con un età media di 35 anni.
Per velocizzare ulteriormente l’iter – riferisce l’Ansa – si parla anche di Human Challenge Trial, ovvero inoculare anche il virus ai volontari. Il 6 maggio scorso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un documento nel quale sono spiegate le linee guida per rendere lo studio sicuro ed eticamente accettabile. Prima di procedere per questa strada, infatti, è importante conoscere quali potrebbero essere i possibili effetti collaterali dell’inoculazione del virus e anche avere i parametri per confrontare la carica virale inoculata con quella reale, Per il momento a favore di questo possibile percorso si sono schierati oltre 100 ricercatori da tutto il mondo tra cui il genetista italiano Marco Capecchi e già più di 33.000 sono i volontari pronti a mettersi a disposizione di questa sperimentazione. Secondo le stime arrivando al vaccino con un solo giorno di anticipo si potrebbero salvare 7000 vite che salirebbero a 55.000 se l’anticipo fosse di una settimana e a 220.000 con un anticipo di un mese.
Fonte: Il Fatto Quotidiano, Ansa, Ministero della Salute
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