Secondo il Ministro degli Esteri, Salvini rifiutò qualsiasi discussione della revoca. Non solo: nel 2008 la Lega votò un emendamento che permise ad Autostrade di mantenere sotto la soglia la manutenzione e il controllo dei tratti gestiti.
Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in lungo post pubblicato sui social proprio alla vigilia del Consiglio dei Ministri svoltosi in notturna sul dossier Autostrade, ha lanciato un pesante atto di accusa nei confronti della Lega, ex alleato di Governo durante l’Esecutivo Conte I. La prospettiva della revoca delle concessioni ad Autostrade era stata paventata l’indomani della tragedia del Ponte Morandi del 14 agosto 2018, in pieno Governo giallo-verde, ma non era mai arrivata a conclusione. Nelle scorse settimane era stato l’allora Ministro delle Infrastrutture, il grillino Danilo Toninelli, a sostenere che fu l’ex Ministro dell’Interno e Segretario della Lega Matteo Salvini a ostracizzare qualsiasi tentativo di accordo sulle revoche, schierandosi al fianco della famiglia Benetton. Accuse che furono subito rigettate dal leader del Carroccio che parlò invece di assenza di dossier del Ministero guidato da Toninelli, accusato, tra l’altro, di non aver vigilato su Autostrade e le mancate manutenzioni dei tratti gestiti.
Oggi – come spiega Il Fatto Quotidiano – è l’ex capa politico 5 Stelle Di Maio a puntare il dito contro Salvini. Il Ministro degli Esteri ha dapprima accusato la Lega, nel 2006 guidata da Umberto Bossi, di aver ricevuto un contributo elettorale da Benetton di 150mila euro, e in un secondo momento lasciato intendere che la Lega – in cambio di quel contributo – abbia votato l’emendamento salva Benetton sulle concessioni autostradali varato dal Governo Berlusconi due anni più tardi. Scrive Di Maio: “L’emendamento allungava la concessione per i Benetton e cancellava per il concessionario l’obbligo di effettuare verifiche rigorose sulle infrastrutture che gestiva”. Poi l’attacco: “Arriviamo alla tragedia del Ponte Morandi con dei precisi responsabili, i Benetton, che grazie alla Lega avevano trascurato la manutenzione del ponte”. Secondo Di Maio, dal giorno della proposta del Movimento 5 Stelle di revocare la concessione, Salvini si sarebbe sempre opposto, tentennando sempre sul da farsi, facendo di volta in volta scivolare il dossier a data da destinarsi.
Secondo Di Maio, la famiglia Benetton aveva in quel Governo un alleato prezioso, Salvini, che oltre ad opporsi all’apertura del dossier di revoca, avrebbe contrastato anche qualsiasi tipo di ridimensionamento societario della stessa famiglia. Non si è fatta però attendere la risposta dell’ex Ministro dell’Interno che, sempre mezzo social, ha criticato la soluzione prevista del Governo del Premier Giuseppe Conte – ovvero dell’entrata in società di Cassa Depositi e Prestiti per il 51% in Aspi – ricordando al M5S che, alla fine, la tanto vituperata revoca non è arrivata. L’ipotesi della revoca resta in piedi, anche se Benetton hanno già comunicato di aver accettato il compromesso raggiunto in Cdm. Scrive Salvini: “Nessuna revoca come promesso dai 5 stelle e tanti altri soldi pubblici spesi”.
Fonte: Il Fatto Quotidiano, Account ufficiale Luigi Di Maio e Matteo Salvini
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