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Cronaca

Migranti, cervelli in fuga e culle vuote. Presto diremo addio all’Italia dice l’Istat

Nel 2019 il record negativo delle nascite è peggiorato ulteriormente registrando il minimo storico dall’Unità d’Italia. E sempre più italiani fuggono dal Paese per andare a vivere all’estero.

 

Già i numeri del 2018 in fatto di nascite parlavano chiaro: sempre meno coppie decidono di procreare. Ma i dati Istat del 2019 – riporta l’Ansa – hanno raggiunto i minimi storici: mai così poche nascite dall’Unità d’Italia. Stando a quanto riferito dal Bilancio demografico nazionale dell’Istat, nel 2019  le nascite sono calate ulteriormente del 4,5%: oltre 19.000 unità in meno rispetto all’anno precedente. Il decremento è abbastanza uniforme anche se ad essere leggermente più colpite sono le Regioni del Centro Italia. I fattori che incidono maggiormente su questa decrescita sono, in primis, la riduzione della popolazione italiana in età feconda. Infatti – sempre secondo il report annuale Istat – mentre calano le nascite, aumenta il numero di giovani che abbandonano l’Italia in modo definitivo. Nel 2019 sono stati ben 182.150 i cittadini che  sono stati cancellati dalle anagrafi perché trasferiti all’estero: +16,1% rispetto ai dati del 2018. E molti tra coloro che abbandonano l’Italia sono i cosiddetti “cervelli in fuga” tra cui diversi medici che scelgono Paesi – Gran Bretagna e Germania soprattutto – dove gli stipendi sono più alti e adeguati al ruolo svolto. Calano del 3,8% anche gli stranieri nati in Italia: nel 2019 sono stati solo 62.944, – 2500 unità rispetto al 2018. Tuttavia la percentuale di bambini stranieri nati in Italia resta alta nelle regioni del Nord Ovest e del Nord Est. In Emilia Romagna addirittura 1 bambino su 4 – il 25% – è straniero.

Già all’inizio dell’anno – riportava Il Sole24Ore – l’Istat evidenziava un divario tra nascite e decessi: nel 2019 ogni 100 morti sono nati appena 67 nuovi bambini, quasi 30 in meno rispetto al 2009. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva manifestato profonda preoccupazione a riguardo: “Due generazioni prima della mia si facevano molti figli, poi il numero ha iniziato ad abbassarsi progressivamente. Questo è un problema che riguarda l’esistenza stessa del nostro Paese”.

Sul calo della natalità potrebbe incidere anche la mancanza di sufficienti politiche a sostegno delle famiglie. Come rilevato qualche mese fa dall’europarlamentare Silvia Sardone, nel comune di Milano la maggior parte dei sussidi vanno a famiglie straniere.

Fonte: Ansa, Il Sole24Ore

Pubblicato da
Samanta Airoldi

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