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Politica

“Buffone”, “sciacallo”, “lavaci col fuoco”: gli abitanti di Mondragone non perdonano Salvini

Accoglienza burrascosa per Matteo Salvini che ieri si è recato a Mondragone per un comizio. I residenti hanno scatenato una protesta con grida, cori, striscioni. Ma il leader della Lega si è detto pronto a ritornare. 

“Buffone”, “sciacallo”, “lavaci col fuoco”: sono solo alcune delle grida di protesta lanciate dagli abitanti di Mondragone all’arrivo di Matteo Salvini. L’ex Ministro dell’Interno si era recato, informa Repubblica, nella cittadina sul litorale domizio, in provincia di Caserta, attuale epicentro di un focolaio di Coronavirus dove una settimana fa è esplosa una rivolta tra la comunità di braccianti bulgari e i residenti del posto. L’accoglienza, però, è stata piuttosto burrascosa tanto che alcuni manifestanti hanno anche lanciato contro di lui bottiglie e secchi d’acqua. Così, Salvini ha dovuto abbandonare il campo da fischi tra cori e striscioni, subito spopolati in rete. “Salvini vattene, pensa ai problemi del tuo Nord”, si legge su un cartello. Altri, vanno giù con le offese: “Non mancavano qui gli scemi”. 

Non è la prima volta che accade, ma ieri la tensione è stata alta e sono state necessarie tre cariche delle polizia per placare la protesta, tanto che le Forze dell’ordine hanno usato anche i manganelli per allontanare i rivoltosi. Di conseguenza, Matteo Salvini ha annullato il comizio e la visita prevista a lido Kursaal. “Senza quei teppisti la cosa sarebbe stata tranquilla, senza lancio di sassi, bottiglie e uova. Davanti alla violenza non si può parlare di opportunità”, ha affermato alla stampa esprimendo il suo rammarico. La protesta è avvenuta vicino al gazebo della Lega, fuori della zona rossa dei palazzi ex Cirio, tra pochi sostenitori che lo accerchiavano e chiedevano selfie e gruppi di contestatori che gli davano del buffone. “È mio dovere esserci per i tanti cittadini per bene presenti. Questi delinquenti preferiscono la camorra al cambiamento, sono balordi”, ha chiosato Salvini.

A scatenare le proteste, senza dubbio, alcune passate dichiarazioni del leghista sugli abitanti del Sud. Nel 2009, ricorda Open, alla Festa di Pontida Matteo Salvini intonò il coro:
“Senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani”. Qualche giorno dopo, precisò che i meridionali sono troppo distanti dall’impostazione culturale del Nord, affermando che non c’è nulla in comune tra le due parti, distanti anni luce. Ma sono solo alcuni esempi. Di fatto, i residenti di Mondragone non sembrano aver dimenticato, ma Salvini si è detto pronto a ritornare sul posto.

Fonte: Repubblica, Open

Pubblicato da
Chiara Feleppa

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