Il virologo Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute Roberto Speranza, ha spiegato che i primi a beneficiare del vaccino saranno i lavoratori della sanità e i soggetti più a rischio.
Nel mondo scientifico è fervente l’attesa per un vaccino contro il Covid 19. Qualche giorno fa il Ministro della Salute Roberto Speranza – spiega l’Ansa – insieme ai ministri di Francia, Olanda e Germania ha sottoscritto un accordo con la casa farmaceutica Astrazeneca per la realizzazione di 400 milioni di vaccini entro la fine di quest’anno. Il ministro dopo la sigla del contratto ha dichiarato: “Per me il vaccino andrà sempre considerato un bene pubblico globale e un diritto di tutti, non un privilegio di pochi”. Eppure – come aveva spiegato tempo fa il professor Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto di ricerca farmacologica Mario Negri di Milano – almeno in un primo tempo le quantità saranno limitate. Pertanto si dovrà fare una scelta. Infatti – intervistato dalla Repubblica – il virologo Walter Ricciardi, consulente del Ministro Speranza, ha specificato che inizialmente il vaccino non sarà per tutti. I primi a riceverlo saranno i medici e tutti coloro che lavorano in ambito sanitario. Poi i soggetti maggiormente a rischio, o per ragioni di anzianità o perché affetti da patologie che ne hanno compromesso le resistenze immunitarie. Seguiranno le forze dell’ordine e poi verranno tutti gli altri. E riguardo al contratto firmato con Astrazeneca ha commentato: “Se la ricerca di Astrazeneca fallisce si perderà un investimento in cui il pubblico e il privato hanno condiviso il rischio. Punteremo sugli altri vaccini, come quelli su cui la Ue sta per investire 2 miliardi del fondo Esi”.
Eppure la questione è tutt’altro che semplice. Perché quando si parla di vaccini bisogna tenere conto non solo dell’efficacia ma anche della sicurezza. A puntualizzarlo è stato Richard Horton, laureato in medicina e direttore della rivista scientifica Lancet: “Il vaccino non è una bacchetta magica e bisogna stare attenti perché se l’efficacia si vede subito, la sicurezza si misura sul lungo termine. Ne va della salute delle persone”. E c’è chi addirittura ritiene che il vaccino potrebbe essere inutile in quanto l’immunità potrebbe non durare. A dirlo è stato il virologo e immunologo Robert Gallo, co-scopritore del virus Hiv come causa dell’Aids a metà degli anni ’80. Gallo ha spiegato che, come per l’Hiv, così anche per il Coronavirus, gli anticorpi potrebbero non durare e, dunque, ci si potrebbe anche riammalare. Siccome – secondo lo scienziato – esistono diversi ceppi di Coronavirus, per non riammalarsi si dovrebbero sviluppare anticorpi contro ogni variante.
Fonte: Repubblica, Ansa
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