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Politica

Il premier Conte potrebbe presto diventare senatore della Repubblica

Il Premier pescherebbe il proprio elettorato tra M5S ed indecisi. Tra le intenzioni di voto degli italiani la Lega resta il primo partito, mentre continua la sua ascesa Giorgia Meloni. Stabile il PD.

Un sondaggio prodotto dall’agenzia YouTrend per SkyTg24 ha valutato le intenzioni di voto degli italiani in due diversi scenari: il primo sulla base degli attuali schieramenti e partiti politici, il secondo con la presenza in campo di una lista fondata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Malgrado la fiducia nel Premier sia diminuita di sei punti rispetto alle fase più acuta della pandemia, il Capo del Governo gode di un alto livello di consenso che potrebbe essere confermato alle urne, a patto che decida di correre da solo, lontano dai simboli di partito. Una scelta che a Palazzo Chigi – viste le crepe della Maggioranza – si sta prendendo in considerazione. Conte, che si è liberato dell’immagine di uomo del Movimento 5 Stelle, in un’ipotetica corsa solitaria, potrebbe rappresentare un nuovo polo nello scenario politico italiano.

Ma andiamo con ordine: l’attuale contesto – con Conte defilato – previsto da YouTrend, premia la Lega che si conferma primo partito per gli italiani al 26,2%. Seguono il Partito Democratico al 21,6% e il Movimento 5 Stelle al 15,5%. Continua la sua ascesa Fratelli d’Italia che ormai tallona i grillini al 15%, mentre Forza Italia si assesta al 6,5%. Italia Viva di Matteo Renzi al 3,1% mentre la Lista di Sinistra, che racchiude La Sinistra, Articolo 1 e Leu si ferma a 2,7%. Azione di Carlo Calenda è al 2,4% mentre +Europa si assesta al 2,3. Ma ecco come cambierebbero le intenzioni di voto degli italiani con la presenza di una Lista Conte. La Lega resterebbe il primo partito e ,beneficiando anche della presenza del Premier come candidato, potrebbesalire addirittura al 26,3. Questo dal momento che, un aperto duello tra Matteo Salvini –  e Conte potrebbe portare elettori di destra a scegliere il Senatore del Carroccio come voto utile.

Perderebbe poco più di 5 punti il Partito Democratico, che si assesterebbe al 16,5% mentre resterebbe pressochè invariata la percentuale del partito di Giorgia Meloni (15,4%). Dopo Fratelli d’Italia troveremmo proprio la Lista Conte al 14,3%. Ma qui arriva la rilevazione più interessante: il M5S crollerebbe al 9,7% venendo di fatti estromesso dal ruolo di terzo polo a favore di Conte. Seguirebbe Forza Italia, che perderebbe un punto percentuale, con 5,7% e Lista La Sinistra al 4,2%. Italia Viva scenderebbe all’1,8% e Azione all’1,7%. Come aggiunge la Repubblica, il bacino elettorale dell’ipotetica lista Conte è eterogeneo: ben il 51% dell’elettorato proverebbe dagli indecisi, il 25% dal Movimento, il 16% da ex elettori di sinistra, mentre l’8% da ex elettori di destra. In ultima analisi la lista potrebbe sfondare al Sud – provenienza dei voti del M5S e dove sono stati apprezzate le misure del Governo nel lockdown – e nelle isole (22,4%), mentre farebbe più fatica al Centro (13,8%), al Nord-Est (12,2%) e al Nord-Ovest (8,7%), dove gli scontri con i Governatori locali sulle misure di quarantena farebbero sortire di più i loro effetti.

La prima candidatura di Conte potrebbe arrivare a novembre

Claudio Tito, dalle colonne di Repubblica, ha rivelato che una candidatura di Giuseppe Conte potrebbe arrivare prima del previsto. L’agognato passaggio da tecnico a politico potrebbe segnarsi l’8 novembre: questa è l’ultima data disponibile – e la più indicata in viste delle difficoltà dovute alla pandemia – per indire le elezioni per le suppletive del collegio di Sassari in Senato, lasciato vacante dalla prematura scomparsa della Senatrice 5 Stelle Vittoria Bogo Deledda. Conte sarebbe tentato dalla sortita che potrebbe produrre diversi effetti positivi sulla sua leadership. In primo luogo, dal momento che – probabilmente – le elezioni del collegio sardo saranno accorpate alla amministrative regionali e al referendum costituzionale, rappresenterebbe la prima vere candidatura del Governo giallo-rosso. Un espressione del patto trasversale tra Democratici e 5 Stelle che potrebbe aprire un alleanza a lungo termine.

In secondo luogo ad uscire rafforzata sarebbe la figura del Premier Conte stesso, che puntellerebbe la sua forza all’interno di Palazzo Madama, dove sono fondamentali i voti di Italia Viva. In fondo – anche se con maggior importanza – è la stessa operazione che ha portato alla candidatura del Ministro delle Finanze, Roberto Gualtieri al Senato, per il seggio vacante lasciato dall’ex Premier Paolo Gentiloni. Sono ipotesi, certo, ma che hanno già messo in agitazioni gli stati maggiori dei partiti della Maggioranza. Renzi e i suoi, uniti ai grillini, non vogliono veder certo accrescere la fiducia nel Premier, mentre i Dem temono che l’elezioni allontani la possibilità di un rimpasto di Governo. E sr il Governo dovesse andare avanti, la grande sfida sarà la nomina del nuovo Presidente della Repubblica nel 2022: una scelta che, se dovesse avvenire in tali contesti, Conte e i parlamentari a lui più vicini potrebbe avere troppo peso all’interno della coalizione.

 

Fonte: Repubblica, SkyTg24

 

Pubblicato da
Mario Cassese

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