Lockdown, persi 484 mila posti di lavoro: la realtà è peggio delle previsioni

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I dati dell’Istat riferiscono un drastico calo della disoccupazione ad aprile. Meno persone cercano un impiego, portando un aumento degli inattivi.

conte economia istat - Leggilo

L’Istat lancia un nuovo allarme sulla situazione attuale del mercato del lavoro: nel solo mese di aprile, in pieno lockdown, gli occupati sono diminuiti di 274mila unità. Come ha spiegato La Stampa, cifre negative erano attese negli uffici del Ministero dello Sviluppo Economico, ma i dati forniti dall’Istituto vanno oltre ogni più nera ipotesi. Come ha spiegato Gian Carlo Blangiardo, Presidente dell’ente statistico: “Il calo degli occupati appare decisamente più marcato rispetto a marzo, in due mesi un calo complessivo di 400 mila occupati e di un punto percentuale nel tasso di occupazione”. Il tasso di disoccupazione è sceso al 6,3% (rispetto all’8% di marzo), ovvero ad 1 milione e 543 mila. Ma non è un dato confortante: ad un influenzare la discesa della disoccupazione c’è l’aumento di coloro che non cercano più un lavoro: –484 mila, con un calo del 23,9%. Di conseguenza, gli inoccupati, cioè coloro che non hanno una lavoro e non lo cercano, sono aumentati di 746mila unità.

Come aggiunge Repubblica, i motivi dietro l’aumento degli inoccupati riguardano certamente l’applicazione delle misure di lockdown. La crisi ha colpito più le donne che gli uomini: se tra il calo degli occupati i dati restano più o meno simili (-1% per gli uomini, -1,5% per le donne), tra i disoccupati le differenze sono più significative. Le donne in cerca di un impiego sono diminuite del -30,6% a fronte del 17,4% degli uomini. La diminuzione degli occupati ha colpito soprattutto i dipendenti (-205mila), contro gli indipendenti (-69mila). Tra i primi si segnala il calo di 129mila unità degli occupati a termine, contro i 76mila dei permanenti (tempo indeterminato). L’aumento degli inoccupati colpisce tutte le fasce d’età (15-65 anni) indistintamente. Un dato significativo e drammatico, che esprimono la sfiducia della popolazione in questa fase economica. Si attendono dati più confortanti per il mese di maggio – che ha visto l’apertura di diverse attività – ma resta la preoccupazione per una realtà devastata dalla pandemia da Covid-19.

 

Fonte: La Stampa, Repubblica

 

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