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Cronaca

“Vengo a romperti la testa”: rider di Uber Italy sfruttati e minacciati

I rider della società Uber Italy, sottopagati e maltrattati. L’inchiesta del Tribunale di Milano.

 

Il trattamento dei rider di Uber Italy, cioè i ragazzi e le ragazze incaricati di consegnare a domicilio, finisce sotto i riflettori: l’azienda è stata sottoposta all’amministrazione giudiziaria con l’accusa di caporalato. I dipendenti, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, sono stati sottoposti a gravi violazioni dell’articolo 603 bis del codice penale che riguarda lo sfruttamento del lavoro: paghe misere, ricatti economici e minacce – riporta TGcom24. Durante l’emergenza sanitaria per il Coronavirus, che ha costretto ristoranti e locali a chiudere, moltissime persone hanno cercato lavoro nel business delle consegne a domicilio. Tanti disoccupati, studenti ma anche persone che vengono da contesti di estrema povertà, disposte a lavorare senza far storie per paghe che scendono anche sotto i quattro euro l’ora – riporta La Repubblica“I datori di lavoro si sono fatti ben pochi scrupoli nell’assumere persone in difficoltà senza tutele” recita il provvedimento di commissariamento firmato dal presidente della Sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Milano Fabio Roia. I rider, impiegati presso due società intermediarie di Uber Italy, venivano ricattati e minacciati“Ho detto che vengo a spaccarti la testa a sberle, ti rompo il c…” il messaggio minatorio di uno degli indagati, inviato ad un fattorino che si era lamentato delle condizioni di lavoro “Ti blocco l’account, non lavorerai più”. Altri lavoratori sono stati privati delle mance.

Vanity Fair ha riportato un’intervista fatta ad uno sfortunato rider milanese che è rimasto menomato durante un turno di lavoro: mentre si affrettava a completare le consegne, il ragazzo ha avuto un incidente con lo scooter e ha perso metà della gamba destra: “Ma io sono fortunato, ho un regolare contratto da 1.500 Euro al mese. Tanti rider non sono messi così bene”. Dal canto suo, Uber Italy ha rilasciato un comunicato con cui condanna duramente l’accaduto e disconosce l’operato degli indagati: “Siamo contro ogni forma di caporalato che può aver avuto luogo attraverso i nostri servizi” le dichiarazioni ufficiali “Vogliamo continuare a lavorare per rimanere un partner commerciale importante anche in Italia”. 

Fonte: TGcom24, Vanity Fair, Repubblica

Pubblicato da
Manfredi Falcetta

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